“Assolto perché il fatto non sussiste”. Finisce così, con un’assoluzione piena, il processo di primo grado a carico di un giovane di 20 anni accusato di aver compiuto una violenza sessuale sulla ex ragazza, averla ripresa con lo smartphone e poi fatto vedere il video a un amico.
Secondo la procura – e secondo la giovane (19 anni), costituitasi parte civile nel processo – , al termine della loro relazione, nel 2015, il 20enne l’avrebbe tratta in inganno durante un incontro di chiarimento dopo la fine della relazione, approfittando di lei e costringendola a un rapporto. Rapporto – che secondo l’imputato fu consenziente – che venne ripreso con un video di otto secondi.
La pm Isabella Cavallari aveva chiesto una pena a 6 anni di reclusione, ma per i giudici – il collegio era formato dal presidente Luca Marini e, a latere, Carlo Negri e Leonarda D’Alonzo – la violenza sessuale non sussiste, e l’imputato non ha commesso alcuna violazione della privacy, né alcuna diffamazione mostrando il video al suo amico.
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