ven 18 Mag 2018 - 179 visite
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“Omotransfobia, ripartiamo dal contributo delle singole città”

Legge regionale contro l’omotransfobia. Dibattito tra Arcigay e vicesindaco Maisto

di Mattia Vallieri

Una normativa nazionale impantanata da tempo (e chissà per quanto ancora) in Parlamento ed una regionale ferma ad una proposta non approvata a causa della prematura fine della legislazione di Vasco Errani. È questa in sintesi la situazione della legge contro l’omotransnegatività su cui si è discusso oggi in una tavola rotonda in via Ripagrande, durante la festa organizzata dall’associazionismo Lgbt per la giornata internazionale proprio contro l’omotransfobia, tra la presidente della commissioni pari opportunità della regione Emilia Romagna ed il vicesindaco Massimo Maisto.

Ad aprire la serata sono stati i saluti della presidente del consiglio di parità Unife Maria Gabriella Marchetti (“l’uguaglianza è un concetto semplice e riguarda le pari opportunità e pari dignità”), la rappresentante di Ausl Fulvia Signali (“noi siamo impegnati in una educazione conoscitiva ed informativa”) e Laura Sighinolfi dell’Azienda ospedaliera (“l’occasione è importante per uscire e dialogare con le persone, dando informazioni”). La parola passa così a Manuela Macario, presidente Arcigay Ferrara, che pungola i due relatori: “Oggi l’associazionismo Lgbt ha incontrato rappresentanti regionali ed il presidente Bonaccini per parlare con loro dell’approvazione della legge regionale contro l’omotransfobia. Le regioni che hanno già approvato una normativa simile sono la Toscana, la prima addirittura nel 2004, le Marche, il Piemonte, la Liguria, l’Umbria, la Sicilia, la Campania ed il Friuli”.

La replica di Mori è a stretto giro di posta: “Con l’amico e collega Grillini abbiamo depositato la legge regionale nel 2014 che oggi è stata recuperata ed aggiornata dopo la fine dell’esperienza Errani. Con Franco abbiamo ragionato sull’importanza di fare partire la legge dal basso e le città che fanno parte del coordinamento Ready dell’Emilia Romagna hanno deciso di partire proprio dal basso. Mercoledì ad esempio il comune di Bologna ha approvato una legge che darà maggiore forza e sostanza a quella regionale”. Secondo la consigliera regionale Pd “la violenza contro gli omosessuali deve diventare un elemento di maggiore attenzione e condivisione possibile, non è un allarme che riguarda solo la comunità Lgbt. Se ancora c’è gente che mi chiede dove sono le discriminazioni io ritengo che il dibattito sui diritti serve”.

Questo non vuol dire che dobbiamo aspettare l’intervento delle regioni, entro la fine della legislatura questa legge verrà approvata, ma non è una perdita di tempo creare una cultura dei diritti partendo dal basso” prosegue Mori, convinta che “le amministrazioni pubbliche hanno il dovere di applicare la Costituzione e farsi carico dei bisogni dei cittadini. Il ruolo delle istituzioni non può essere quella di rincorrere le opinioni”. E ancora: “La legge regionale servirà per strutturare le politiche contro la discriminazione creando un progetto di comunità regionale e servirà per fare avanzare i diritti e la società. Importante potrebbe essere un osservatorio per raccogliere il maggior numero di dati sulle aggressioni omofobe in modo da dargli un volto e pesarlo. Vanno poi coinvolti i genitori e gli insegnanti sulle differenze di genere, formato il personale dell’assistenza socio-sanitaria e sensibilizzate le aziende ed il mondo del lavoro”.

Anche per Maisto “è importante l’interlocuzione tra enti locali e regioni per la legge contro l’omotransfobia”, affrontando poi la questione ferrarese: “Io non so cosa succederà a Ferrara. Porterò il tema alla discussione in giunta e in commissione pari opportunità che sta funzionando molto bene. Bisogna lavorare per allargare il più possibile il dialogo e sono sicuro che sarà un dibattito bello, ricco e significativo e non una perdita di tempo”. Non manca una replica alle critiche: “Portare avanti la questione dei diritti non significa fermarsi da altre azioni importanti per la città che un comune deve svolgere come sistemare un marciapiede o organizzare una mostra ad esempio”.

Io sono favorevole anche alla trascrizione dei figli nati da coppie omosessuali” dichiara ancora il vice sindaco, cocludendo che “se si vuole fare una uguaglianza vera vanno studiati strumenti ad hoc dove è più difficile applicarla. All’articolo 3 la Costituzione dice chiaramente che è compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli che impediscono l’uguaglianza tra cittadini”.

In serata la festa è proseguita con un dj set e stand gastronomici che hanno colorato di arcobaleno via Ripagrande.

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