ven 18 Mag 2018 - 863 visite
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“Chiediamo una legge contro le aggressioni discriminatorie”

Giornata mondiale contro l’omotransfobia. Nel 2017 sono 119 i casi denunciati

di Mattia Vallieri

Una famiglia che passa un pomeriggio insieme al figlio al parco, un matrimonio con tante persone intorno sorridenti, una coppia in bianco e nero che si abbraccia ed un’altra che si bacia. Sono queste alcune delle immagini immortalate nella mostra fotografica dal titolo ‘Famiglie’ realizzata dalla rete Ready, di cui il comune di Ferrara fa parte, e che ritraggono coppie dello stesso sesso in ambiti di vita comune serene e felici come recita la didascalia introduttiva dell’opera (“troppo spesso le persone omosessuali sono considerate incapaci di raggiungere la felicità. Con queste fotografie abbiamo voluto, al contrario, mostrare la loro serenità che può venire solo dalla libertà di amare”).

La mostra, affissa in via Ripagrande nella giornata internazionale contro l’omofobia, la bifobia e la transfobia, mostra appunto, come recita il titolo, delle famiglie che, in alcuni casi, lo stato italiano ancora non riconosce come tale, sostiene Henry Gallamini (Famiglie arcobaleno), ritratto in una di queste foto: “Con le unioni civili ci si è inventati questo istituto segregazionista, nel senso che per le coppie omosessuali non può essere riconosciuta come famiglia nel senso stretto del matrimonio ma ci siamo inventati qualcosa solo per loro. È una sorta di apartheid giuridico, non si vuole ammettere ciò che è sancito nell’articolo 3 della Costituzione e cioè l’uguaglianza formale”.

Gli aspetti negativi delle unioni civili, prosegue ancora Gallamini, toccano soprattutto il tema dei figli: “Al di là dei difetti, questo istituto garantisce gli stessi diritti tranne che per l’accesso alle adozioni, alla filiazione o alle tecniche di procreazione assistita. Le famiglie e le coppie per questo motivo si stanno battendo per via giudiziaria o facendo pressione politica per farsi riconoscere come genitori ed abbiamo amministrazioni comunali che stanno iniziando a trascrivere gli atti di nascita di bambini nati da due madri o attraverso la gpa effettuata in Canada o Usa. È una spinta che parte dal basso e speriamo di avere buone notizie anche a Ferrara”.

Ma il 17 maggio è appunto la giornata mondiale contro l’omotransfobia, una festa per i militanti e le associazioni Lgbt che puntano decise ad una legge che punisca le discriminazioni, come spiega Manuela Macario (Arcigay): “Questo è il momento più importante per noi, affermiamo la nostra volontà affinché non ci siano più atteggiamenti violenti verso gli omosessuali e i transessuali. Proprio oggi Arcigay nazionale ha pubblicato un report con il numero delle aggressioni nel 2017 e sono stati riscontrati 119 casi, un numero sicuramente inferiore a quello reale. Per questo motivo riteniamo importante che ci sia una legge contro l’omotransfobia”.

E ancora: “Importante anche che ci sia una legge regionale, che è ferma dal 2012 su proposta di Grillini saltata a causa della fine della legislatura di Errani: è incredibile che sia ancora lì. Oggi, come associazioni, abbiamo incontrato l’assessore Mori, il presidente Bonaccini e alcuni consiglieri per chiedere che la legge venga approvata entro l’anno”. Secondo la presidente di Arcigay Ferrara “questo è una festa importante anche per Ferrara perché è un momento di convergenza della società civile e delle tante associazioni che sono qua con noi”.

Il 17 maggio rappresenta un momento di condivisione ed identità comune per il movimento Lgbt ed è importante festeggiare questo traguardo proseguendo con le battaglie che portiamo avanti tutto l’anno” chiosa Rossana Zanetti (Arcilesbica), un pensiero ripreso anche da Matilde Turchi (gruppo giovani Lgbt Ferrara) che ribatte sull’importanza di “coesione e necessità di unire le energie per una causa comune. Come gruppo giovani cerchiamo di attirare i ragazzi e fargli capire l’importanza delle nostre battaglie”.

Non manca la voce dell’attivissimo gruppo TransFe con Eva Croce: “La questione della transfobia va assolutamente affrontata perché l’Italia è il paese europeo con il maggior numero di omicidi di persone trans. Dal 2014 al 2016 abbiamo avuto 30 casi di uccisioni, ma i numeri sono senza dubbio in difetto. Riteniamo importante questa legge per vivere una vita normale e per poterci raccontare per come siamo, senza i soliti pregiudizi che si hanno verso il mondo trans”.

La definisce invece “l’ennesima giornata di lotta su quello che è ancora un problema per i diritti omosessuali e transessuali” Emanuela Zucchini (Agedo), affermando inoltre che “c’è ancora bisogno di queste iniziative perché manca la cultura del rispetto delle diversità”.

All’interno della festa organizzata dal movimento Lgbt è presente anche uno stand dell’Azienda ospedaliera che effettua test gratuiti sul Hiv: “A Ferrara in questo momento i pazienti con Hiv sono circa 700 ed in Emilia Romagna riscontriamo 400 nuovi casi all’anno, segno che l’infezione circola ancora – dichiara Laura Sighinolfi -. Sicuramente la prevenzione è fondamentale ma con il fatto che l’Hiv/Aids non è più mortale l’attenzione si è ridotta. Bisogna invece mantenere alta la guardia perché è vero che l’infezione non uccide più come prima ma richiede comunque un trattamento per tutta la vita”.

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