Sab 12 Mag 2018 - 374 visite
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Donne e casalinghe, “non considerateci un fantasma”

Giovani costrette a lasciare il lavoro per la maternità. Zagatti: "Segregazione sociale, servono bilanci di genere"

Del ruolo delle donne e del lavoro delle donne, se ne è parlato giovedì in biblioteca Ariostea durante un interessante incontro che ha voluto rimettere al centro la figura della casalinga, non più un retaggio del passato ma frutto di determinate condizioni socio-economiche nel nostro Paese.

Ad introdurre l’iniziativa, l’organizzatrice Simona Guatieri, avvocato di Ferrara, che ha sottolineato quanto sempre più spesso vi siano giovani donne costrette ad abbandonare il lavoro per la nascita di un figlio, in quanto la maternità non viene vista come un’opportunità sociale come pure ha sottolineato Elena Sisti, studiosa di macroeconomia e autrice del libro “Le donne reggono il mondo”, intervenuta sull’analisi dei concetti di economia e di mercato e sulla mancanza a livello globale di una teoria economica di genere, quando le donne con il loro lavoro extradomestico rappresentano buona parte del Pil mondiale al di fuori del mercato.

Sisti ha rimarcato la cronica disattenzione al valore economico del lavoro, perché non è solo una questione di retribuzione, ma di capacità nel generare benefici e benessere sull’intero ciclo economico. In questo le donne concorrono appieno con il loro apporto quotidiano, di cura, organizzativo e di gestione famigliare.

Cristiano Zagatti, segretario generale Cgil Ferrara, è intervenuto sull’attuale modello di sviluppo, che va messo in discussione perché ha destrutturato il rapporto tra i tempi di vita e del lavoro e messo in crisi i beni comuni, in termini di servizi alla collettività. “Alle imprese – ha detto Zagatti- dobbiamo chiedere che redigano dei bilanci di genere per incrociarli con la contrattazione sociale e attivare quelle azioni che più favoriscono le donne e le loro famiglie. I dati sull’occupazione e sulla condizione delle donne in Italia ci dicono che siamo di fronte ad un vero e proprio fenomeno di segregazione sociale, dove le donne subiscono ancor di più gli effetti della crisi e del disagio, in un modello imperante ancora fortemente a base patriarcale”.

Tra i relatori è stata anche Camilla Occhionorelli, presidente nazionale del Moica il movimento della casalinghe nato nel 1983 e che si batte per il riconoscimento sociale del lavoro extradomestico e del ruolo delle casalinghe affinché siano nella famiglia, ma soprattutto nella società, non più considerate un “fantasma”, come pure riportava provocatoriamente il titolo del convegno.

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