Grattacielo: “Si aspettava solo la miccia”
Una ex residente denuncia lo sgombero del Grattacielo di Ferrara come un trauma umano e sociale, accusando clima di razzismo e responsabilità condivise
Una ex residente denuncia lo sgombero del Grattacielo di Ferrara come un trauma umano e sociale, accusando clima di razzismo e responsabilità condivise
"Il fatto che non si siano trovate soluzioni è abbastanza surreale". L'ex ministro Andrea Orlando (Pd) a Ferrara per parlare di sviluppo economico del territorio interviene brevemente anche sullo sgombero del Grattacielo
Riceviamo e pubblichiamo integralmente le dure critiche rivolte al sindaco di Ferrara, Alan Fabbri, dai Volontari e Volontarie Comitato Torri ABC Grattacielo, che contestano le dichiarazioni pubbliche rilasciate dal primo cittadino in merito alla situazione del Grattacielo e alle operazioni di sgombero
"Evitiamo di dire che va tutto bene, nel nostro paese ci sono crisi industriali spesso non presidiate dal governo ed è molto importante portarle all'attenzione". È da qui che Andrea Orlando (Pd) parte nel delineare la situazione economica italiana e ferrarese
Dopo lo sgombero delle torri A e C del Grattacielo, concluso giovedì 12 febbraio, la tensione si è spostata dai piani dell'edificio ai social network. Al centro della polemica, due fotografie pubblicate dal sindaco Alan Fabbri nei commenti al proprio post serale
Non è un mistero che tra Comune e Soprintendenza ai Beni Culturali possano esserci frizioni e scintille, come nel caso delle decorazioni dei commercianti in via Mazzini fatte rimuovere un anno fa.
E’ durante la presentazione in commissione consiliare degli ultimi dati sul turismo che viene alla luce un nuovo terreno di confronto, ma questa volta non di scontro: la caffetteria del Castello Estense, ritornata dal gennaio scorso al primo piano del monumento ferrarese dopo un paio di anni trascorsi nel cortile interno.
Un’esperienza conclusa repentinamente e con due anni di anticipo: all’inizio della scorsa estate il Comune ha infatti trovato un accordo transattivo e recuperato parte degli affitti di cui il precedente gestore Gruppo Orsatti – la cui attività all’interno del Castello non era mai decollata – era moroso.
Le parole pronunciate ieri da Giovanni Lenzerini, dirigente del settore Attività Culturali, rivelano altri dettagli su quanto accaduto. “Non faccio commenti sul fatto che qualcuno abbia pensato di mettere la distesa coi tavoli fuori, sta di fatto che la Soprintendenza era contraria. La caffetteria ha comunque patito la concorrenza di molti locali nelle immediate vicinanze del Castello. Non faccio nomi, ma di caffetterie e pasticcerie lì intorno ce ne sono tante”.
Un modo per suggerire che gli incassi al di sotto delle aspettative del Gruppo Orsatti potrebbero non essere stati determinati dalla bocciatura da parte della Soprintendenza di una distesa esterna, che avrebbe trasformato parte del cortile del Castello in un’area di accoglienza e ristoro per turisti e passanti.
A quel punto si è reso necessario un ritorno al passato: “Abbiamo preso la decisione di tornare su – prosegue Lenzerini – dopo aver mostrato al nuovo concessionario i flussi di visitatori al Castello e consentendo l’ingresso anche ai clienti dall’esterno”.
(Articolo modificato rispetto alla versione originale)
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