Export, Ferrara rallenta nella crescita regionale
Nel 2025 l'export dell'Emilia-Romagna raggiunge gli 84,2 miliardi di euro con una crescita dell'1,3% rispetto all'anno precedente, secondo i dati di Confindustria
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“Il settore cooperativo Lavoro e Servizi, asse portante dell’occupazione territoriale, sta oggi affrontando l’ennesima fase difficile: l’impennata dei costi energetici e del petrolio dovuti alla crisi in Medio Oriente, cui si è aggiunta l’incognita del rialzo dei...
Anche nel 2025, Emil Banca, la Banca di Credito Cooperativo del Gruppo Bcc Iccrea presente in tutte le città emiliane e nel mantovano, ha continuato a crescere superando la simbolica quota di 12 miliardi di euro di mezzi amministrati
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Il nuovo presidente di Cia-Agricoltori Italiani Ferrara, Massimo Piva ha incontrato nei giorni scorsi il prefetto di Ferrara Massimo Marchesiello
“È chiaro che vogliono arrivare alla chiusura”. Parole, quelle del segretario della Filcte-Cgil Fuasto Chiarioni, che rendono piuttosto eloquente l’esito del tavolo regionale sulla crisi Vinyloop, per salvare il sito industriale che si occupa del riciclo del Pvc e il lavoro dei 17 dipendenti.
“Non raccolgono nessuna proposta”, spiega Chiarioni, che giovedì pomeriggio era all’incontro, insieme ai rappresentanti degli altri sindacati, per cercare una soluzione. Con loro c’erano le istituzioni (gli assessori Palma Costi per la Regione e Caterina Ferri per il Comune) e l’amministratore delegato di Vinyloop, Francesco Tarantino, assistito da Unindustria. “Ha detto che a breve il Cda ci darà una risposta, ma è evidente che vogliono arrivare alla chiusura, è questo che determina il loro comportamento”.
In sostanza, il futuro di Vinyloop sembra passare esclusivamente da quanto deciderà il Cda, composto da 5 membri di Ineos (proprietaria al 60%) e 3 di Serge Ferrari (40%).
A fronte di questa comunicazione anche la Regione e il Comune hanno espresso la loro profonda preoccupazione per la difficile situazione, ribadendo al contempo l’interesse e la volontà di sostenere interventi utili al mantenimento del sito produttivo e/o alla sua eventuale riconversione con tutela dei livelli occupazionali e professionali, anche coinvolgendo i Ministeri competenti. “Continueremo pertanto ad incalzare l’azienda, anche durante questa fase delicata- affermano Costi e Ferri-, per ricercare soluzioni condivise in grado di mantenere attivo il sito, convinti della opportunità di tutelare un patrimonio professionale inserito in un tessuto economico e produttivo strategico per il territorio di ferrarese e regionale”.
“Secondo noi rimane un problema tra soci – sostiene Chiarioni -: è chiaro che Ineos non è più interessata al riciclo del Pvc, nonostante sia il maggiore produttore, mentre Serge Ferrari vorrebbe continuare”.
L’ad – secondo quanto riporta Chiarioni – si sarebbe mostrato infastidito dallo sciopero dei lavoratori, che a partire dalle 7 di giovedì hanno tenuto un presidio in strada, davanti ai cancelli dell’azienda al petrolchimico: “Abbiamo proposto l’interruzione dello sciopero, purché si torni al lavoro normale, fermando le bonifiche”, racconta il segretario della Filctem. Il motivo è semplice: far avanzare le bonifiche significa avvicinare la chiusura: “Scioperiamo proprio per evitare la fermata dell’impianto”. Ma la risposta è stata anche in questo caso negativa.
Così come per la proposta di attivare gli ammortizzatori sociali “per provare un passaggio a un nuovo proprietario, ma non vogliono neppure creare un percorso per garantire la continuità produttiva”. “Il rischio – continua amaro il sindacalista – è che prendano la decisione di chiudere e di andarsene, senza creare le condizioni per una successione”.
Anche per questo, lo sciopero, previsto inizialmente fino a venerdì con la speranza che le acque divenissero meno agitate, verrà esteso a oltranza. Dalla settimana prossima sarà operativa anche la raccolta fondi per sostenere i 17 dipendenti di Vinyloop.
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