Export, Ferrara rallenta nella crescita regionale
Nel 2025 l'export dell'Emilia-Romagna raggiunge gli 84,2 miliardi di euro con una crescita dell'1,3% rispetto all'anno precedente, secondo i dati di Confindustria
Nel 2025 l'export dell'Emilia-Romagna raggiunge gli 84,2 miliardi di euro con una crescita dell'1,3% rispetto all'anno precedente, secondo i dati di Confindustria
“Il settore cooperativo Lavoro e Servizi, asse portante dell’occupazione territoriale, sta oggi affrontando l’ennesima fase difficile: l’impennata dei costi energetici e del petrolio dovuti alla crisi in Medio Oriente, cui si è aggiunta l’incognita del rialzo dei...
Anche nel 2025, Emil Banca, la Banca di Credito Cooperativo del Gruppo Bcc Iccrea presente in tutte le città emiliane e nel mantovano, ha continuato a crescere superando la simbolica quota di 12 miliardi di euro di mezzi amministrati
Questo il commento di Legacoop Romagna, Legacoop Estense, Confcooperative Romagna-Estense e Agci E-R al provvedimento adottato dal Governo nella giornata del 18 marzo, che, nell’ambito di misure per sostenere famiglie e imprese per fronteggiare l’esplosione dei costi energetici, prevede un credito di imposta di 10 milioni di euro
Il nuovo presidente di Cia-Agricoltori Italiani Ferrara, Massimo Piva ha incontrato nei giorni scorsi il prefetto di Ferrara Massimo Marchesiello
Gli investimenti delle aziende hanno sempre finalità diverse e ritorni diversi, di regola, d’altronde, non si dovrebbero mai mischiare le pere con le mele. Ma è indubbio che fa uno strano effetto sapere che la stessa azienda vorrebbe spendere 110 milioni di sterline per finanziare una regata velica mentre non ne trova per far sopravvivere uno stabilimento produttivo, innovativo e fiore all’occhiello a livello mondiale dell’economia circolare.
E mentre i 17 lavoratori della Vinyloop di Ferrara, l’impresa del petrolchimico estense che ricicla il Pvc, passeranno un 1° maggio navigando in acque agitate, è notizia di qualche giorno fa che Ineos, la società che controlla il 60% di Vinyloop (l’altro 40% è della francese Serge Ferrari), è intenzionata a investire ben 110 milioni di sterline – più o meno 125 milioni di euro – per portare in Gran Bretagna la vittoria dell’America’s Cup nel 2021 (si terrà ad Auckland, in Nuova Zelanda), finanziando il team guidato dallo skipper Sir Ben Ainslie per allestire l’imbarcazione, addestrare l’equipaggio e pagare le altre spese.
Il tutto, a leggere le parole del Ceo di Ineos, Jim Ratcliffe, riportate dal sito Polimerica (fonte anche della notizia principale), per realizzare l’impresa di portare il trofeo in quella Gran Bretagna che lo ha fondato più di 150 anni fa, ma non l’ha mai vinto.
Il fatto è che – stando a quanto affermano i sindacati – tra i due soci è proprio Ineos ad aver mostrato più resistenze nel cercare una soluzione che permettesse a Vinyloop di andare avanti, ricapitalizzandola e magari – come propongono i sindacati – ritornando un po’ alle origini, quelle della ricerca.
Vinyloop vive da tempo un periodo di crisi, come raccontammo ormai un anno fa, sia per l’assenza di veri incentivi per il riciclo del Pvc (o disincentivi per chi non ricicla), sia per via della legislazione europea che è diventata molto più stringente per i prodotti contenenti un plastificante considerato pericoloso. Il tutto ha in buona parte rovinato il business model su cui si basa Vinyloop che ha iniziato ad avere grosse difficoltà, tanto – secondo quanto hanno riportato i sindacati – da iniziare a registrare deficit da circa 2 milioni di euro all’anno.
Il 3 maggio si terrà un incontro presso l’assessorato alle Attività Produttive della Regione Emilia Romagna per trovare soluzioni alla crisi aziendale, dopo che all’inizio di aprile la stessa Regione aveva dato un mese di tempo all’azienda per avanzare una proposta di riconversione del sito produttivo. Nella stessa giornata, alle 7 del mattino verrà effettuato un presidio dinanzi ai cancelli della sede di via Marconi nr. 73.
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