Mar 10 Apr 2018 - 1011 visite
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Bologna-Monaco in carrozzina, Vezzani vince la sfida

L'impresa del ferrarese è riuscita. Ora la preparazione per la conquista di Capo Nord nel 2021

di Pietro Perelli

Paolo Vezzani è arrivato a Monaco il 5 aprile dopo cinque giorni dalla partenza da Bologna. 530 km di viaggio che in pochi avrebbero il coraggio di affrontare anche solo in bicicletta, lui li ha completati con la sua carrozzina servo-assistita. Un’impresa forse unica nel suo genere che lo ha visto affrontare le Alpi e qualche momento di difficoltà come “tra Vipiteno e il Brennero che – spiega a Estense.com – senza la ruota servo-assistita non sarei riuscito a superare”. Questo però non toglie meriti al solista (preferisce essere chiamato così piuttosto che atleta) che ha affrontato questi momenti con “serenità e fermezza” arrivando fino a Monaco e “dimostrando che questo viaggio è possibile”.

“Una sensazione di vittoria all’arrivo che però – spiega Vezzani – non assomiglia a quella che si prova arrivando primi a una gara, ciò che mi ha dato gioia è il fatto di aver dimostrato che si può fare”.

All’arrivo il ferrarese è stato ricevuto dal console italiano a Monaco Renato Cianfarini, che gli ha espresso grande vicinanza in questo tipo di progetti che hanno come scopo, tra le altre cose, la sensibilizzazione alla ricerca. Inoltre, l’augurio conclusivo è stato quello di poter portare a termine altri viaggi come questo.

Come anticipato infatti questa non è stata che una prima prova per un’impresa molto più grande che Paolo Vezzani ha in progetto per il 2021 e che consiste nell’arrivare fino a Capo Nord. Inizialmente sembrava che questo viaggio potesse essere fatto già nel 2020 ma “adesso ci siamo resi conto che con tappe da 100 km, senza strafare, è fisicamente possibile; quello che manca è la fase organizzativa che andrà pianificata molto bene per cui preferisco dire 2021 e magari anticipare al 2020 ma non vorrei vincolarmi a una data che poi non riesco a rispettare”.

Oltre alla ricerca Paolo voleva dare una visione prospettica di un viaggio in carrozzina, cercare di mostrare il mondo seduto su due ruote “anche perché – dice – il Mondo è costruito da e per uomini con due gambe”. “Spesso – continua – siamo abituati a sentir dire che i paesi nordici sono migliori del nostro perché hanno migliori infrastrutture ma a livello di servizi per il disabile io ho notato che pur essendoci grosse differenze non si può dire che siano migliori. In Austria e Germania forse ci sono più ciclabili rispetto all’Italia, ma mancano i parcheggi per disabili che sono pochi e mal segnalati. La cosa che ho notato è l’uguaglianza dei popoli nel non affrontare il tema della disabilità che in Europa colpisce 80 milioni di persone e in Italia quattro, dati Oms (Organizzazione Mondiale della Sanità, ndr)”.

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