Cronaca
16 Marzo 2018
Mirco Rubbi e Paola Coluzzi, entrambi ex presidente e segretario della cooperativa devono rispondere di illecita influenza sull’assemblea

Falsi verbali alle Coccinelle. Rinviata a giudizio la moglie dell’assessore

di Daniele Oppo | 2 min

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Prescritto un capo d’imputazione, rimane in piedi l’altro con elementi idonei per una verifica più approfondita da parte del tribunale. Il giudice dell’udienza preliminare ha così deciso di rinviare a giudizio Mirco Rubbi, negli anni presidente e segretario della coop Acli Coccinelle, e Paola Coluzzi, anche lei presidente e segretaria e, insieme al marito Aldo Modonesi, tra i fondatori della cooperativa.

L’accusa è quella di aver redatto verbali falsi (nel 2010 e poi nel 2012) in cui si attestava la presenza in assemblea di Velentina Marini e la sua accettazione (e, in seguito, il rinnovo) della carica di consigliere d’amministrazione. Cosa che secondo la procura non sarebbe mai avvenuta, come denunciato dalla Marini stessa (costituitasi parte civile tramite lo studio dell’avvocato Dario Bolognesi, sostituito in udienza dall’avvocato Federico Battistini) che nel 2015 denunciò l’irregolarità dei verbali. Il reato contestato ai due ex amministratori della coop, nel frattempo entrata in liquidazione con un passivo di oltre 400mila euro, è quello di illecita influenza sull’assemblea della cooperativa.

Un capo d’imputazione, ovvero la (presunta) falsificazione del verbale del 6 settembre 2010, è però caduto in prescrizione – e per questo il gup ha pronunciato sentenza di non doversi procedere – mentre rimane in piedi il secondo, relativo alla (sempre presunta) falsificazione del verbale del 16 dicembre 2012, in cui Rubbi figura come presidente, Coluzzi come segretaria: entrambi avrebbero attestato falsamente la presenza in assemblea della Marini che avrebbe anche accettato la conferma come membro del Cda. Sempre in quel verbale sarebbe attestata nuovamente la nomina di Rubbi nel Cda e la presenza e la nomina nel consiglio di amministrazione anche di un’altra persona, Maria Federica Bego, in realtà non presente e all’oscuro di tutto.

Operazioni che per la procura servirono a Rubbi (che ha disconosciuto la propria firma nel verbale del 2012) e Coluzzi per garantirsi la maggioranza e, dunque, la possibilità di prendere in autonomia le decisioni per Le Coccinelle. La difesa di Coluzzi (avvocato Riccardo Caniato) ha rigettato questa interpretazione e, dunque, l’accusa, sostenendo che la Marini sapesse perfettamente di essere nel Cda e di aver partecipato alle sue assemblee. In ogni caso non vi sarebbe stato alcun profitto (richiesto dalla norma per configurare il reato contestato) né per gli imputati, né per la coop.

I due dovranno rispondere dell’imputazione a loro carico davanti al tribunale collegiale. La prima udienza filtro è fissata a novembre.

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