mer 14 Mar 2018 - 320 visite
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Una rete a protezione dei bambini e delle famiglie in difficoltà

Firmato il protocollo fra Comune e associazioni. L'assessore Corazzari: "Città solidale verso chi è più delicato"

di Simone Pesci

Accogliere i bambini “delicati” al nido, in fascia d’età 0-3, e fare rete attorno alle famiglie, e agli stessi bimbi in difficoltà, facilitandone e regolamentandone l’accesso ai servizi socio-educativi del Comune e dei servizi sociali. A questo serve il protocollo d’intesa firmato martedì mattina, che va ad ampliare il ventaglio delle proposte e delle modalità d’intervento a beneficio delle famiglie ferraresi che vedono all’interno del loro nucleo famigliare bambini che stanno attraversando i loro primi 1000 giorni di vita.

Contestualmente, è stato presentato il progetto “Nido aperto”, una novità assoluta per Ferrara, che dà la possibilità di frequentare l’asilo nido ai soggetti definiti “delicati” e che non lo frequentano perché presentano gravi problemi di salute o di disabilità, oppure che manifestano dei disagi di vario genere. A loro sarà consentito entrare al nido con un genitore, con modalità di frequenza definito di volta in volta in accordo con la famiglia, fino ad un massimo di 3 giorni a settimana e per un paio d’ore, sotto la supervisione di un educatore per l’integrazione scolastica.

Come afferma Tullio Monini, Istituzione Scuola, se per “Nido aperto” ci si aspettano “pochi numeri, perché per fortuna non sono tanti i bambini che da 0-3 anni sono gravemente malati”, il protocollo è invece uno strumento “non burocratico che determina gli accessi ai vari servizi di cui le famiglie hanno bisogno”. Un modo per fare “rete fra istituzioni, associazioni e comunità, la dimostrazione che le famiglie che hanno delle difficoltà non sono sole”.

Per l’assessore alla Pubblica istruzione Cristina Corazzari, siamo di fronte ad una “città solidale” che si stringe per “fare rete e a protezione di chi è più delicato e sta attraversando i periodo fondamentale dei primi 1000 giorni di vita”.

“È una rottura dell’isolamento delle famiglie che chiudono i problemi all’interno del loro nucleo” afferma Sandro Guerra, direttore Dipartimento cure primarie dell’Ausl, incalzato da Donatella Mauro, Istituzione Scuola, la quale sostiene che siamo di fronte ad un “bell’esercizio di democrazia della città”.

Il progetto “Nido aperto” è gratuito, è già attivo e tutti gli interessati sono invitati a presentarsi di persona all’ufficio Integrazione scolastica di via del Salice 21, oppure a contattarlo telefonicamente (0532753945) o via email (integrazione.disabili@comune.fe.it).

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