Mar 20 Feb 2018 - 316 visite
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“Tre miliardi alle multiutility e pochi investimenti. La politica parli dell’acqua”

Il 'Comitato acqua pubblica' incontra i candidati: "Tema globale, razionalizzazione contro la crisi idrica"

di Simone Pesci

Il ‘Comitato Acqua Pubblica’ di Ferrara scende in campo in vista delle prossime elezioni politiche del 4 marzo. E lo fa organizzando un incontro pubblico, previsto per venerdì 23 febbraio dalle 20.30 al ‘Centro sociale Acquedotto’ – tanto per restare in tema – di corso Isonzo 42.

Il titolo dell’evento ‘Acqua in bocca’ dice tutto e dice niente. Dice niente, perché come spiega Marcella Ravaglia, “è un argomento di cui non se ne parla mai”, e dice tutto perché, prima o poi, va affrontato quello che è “uno snodo politico non solo locale o nazionale, ma globale”. Già, perché la crisi idrica, e gli sprechi d’acqua, sono delle piaghe mondiali che “non si stanno avendo abbastanza risalto”.

L’idea del comitato è quella di riunire attorno al tavolo cittadini e partiti politici. Fin qui hanno risposto presente Irene Bregola (LeU), Marco Falciano (M5S), Elio Tavilla (Potere al popolo), e il sindaco Tiziano Tagliani, mentre il Pd non ha ancora comunicato chi ci sarà e Forza Italia sarà assente “anche perché sappiamo che sono per la privatizzazione” commenta Ravaglia.

Ai candidati sarà chiesto quali sono le “loro idee globali dell’acqua”, mentre al sindaco “sarà chiesto in merito alla scadenza della convenzione fra il Comune ed Hera nel 2020”.

Proprio Hera che è accusata dal portavoce del comitato Corrado Oddi di essere “una delle 4 sorelle, insieme alle multiutility dell’acqua Iren, A2A e Acea”, che ha distribuito dal 2010 al 2016 “3 miliardi di euro, su 3 miliardi e 250 milioni di utili, ai soci privati pubblici”. A farne le spese sono gli investimenti. “In Italia – informa Ravaglia – perdiamo il 38% dell’acqua immessa nelle tubature a causa delle reti vetuste. In teoria, con l’acqua pubblica, dovrebbero esserci invece molti più investimenti”.

E se si va verso un surriscaldamento globale che colpirà gravemente l’Italia bisognerà “razionalizzare l’acqua”. Agricoltura e allevamento intensivo, secondo le statistiche, sono i settori che consumano più acqua potabile. Oddi, quindi, propone “più investimenti in impianti di depurazione, agricoltura e industria potrebbero usare quella perché non hanno bisogno di acqua potabile”.

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