Gio 15 Feb 2018 - 1509 visite
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Come ottenere il bonus fiscale per l’antifurto

La Legge di Stabilità consente, anche per il 2018, di richiedere la detrazione fiscale pari al 50% per le spese sostenute per l’acquisto e l’installazione degli impianti di allarme e videosorveglianza. Ottenere questo incentivo è molto semplice: è sufficiente effettuare il pagamento tramite bonifico, in modo tale che sia indicato e possa essere individuato il codice fiscale del soggetto a cui spettano le detrazioni; occorre, inoltre, che sia specificato il numero di partita Iva della società o del professionista a cui viene erogato il pagamento.

In seguito è necessario indicare nella dichiarazione dei redditi i dati catastali identificativi della casa in cui l’impianto di allarme è stato installato. Nel caso in cui i lavori vengano eseguiti in un immobile di cui non si è proprietari (per esempio se si è in affitto), bisogna inserire anche gli estremi di registrazione dell’atto che certifica la detenzione dell’immobile, insieme con tutti gli altri dati che possono servire per i controlli.

Bisogna sempre conservare la ricevuta di pagamento Imu, la ricevuta di pagamento Tasi e la domanda di accatastamento (per gli immobili non censiti), affinché possano essere esibite su richiesta. Non è necessario, invece, provvedere alla comunicazione all’Asl, eccezion fatta per le situazioni in cui è prevista la presenza di un cantiere.

Dove acquistare gli impianti di allarme

Per trovare tutte le informazioni di cui si ha bisogno a proposito degli impianti di allarme e per verificare la disponibilità dei vari modelli sul mercato si può dare un’occhiata al sito allarmiwireless.net, un punto di riferimento per chi è in cerca di soluzioni senza fili. Vale la pena di ricordare che per tutti i sistemi di allarme è prevista l’Iva agevolata al 10%: tale agevolazione, tuttavia, non riguarda l’intera spesa, ma solo la differenza tra il costo complessivo e le spese che vengono sostenute per il bene significativo.

Per chiarire meglio le idee, è sufficiente un esempio: si immagini che il costo complessivo dell’allarme sia pari a 4mila euro, e che il costo dei beni significativi (cioè le videocamere, la centralina, i sensori, e così via) sia di 3mila euro. Ebbene, l’Iva agevolata è del 10% solo per mille euro, vale a dire la differenza tra i 4mila euro delle spese totali e i 3mila euro dei costi dei beni significativi. 

Come funziona la detrazione

Il meccanismo di funzionamento della detrazione fiscale è sempre lo stesso: lo sconto viene distribuito in dieci anni per dieci rate dello stesso importo. Il rimborso fiscale agisce come bonus rispetto a ciò che bisogna pagare sull’Irpef in funzione delle spese che sono state affrontate, sia per le abitazioni di proprietà che per quelle in affitto (oltre che per gli interventi di ristrutturazione che interessano le parti comuni degli edifici residenziali). Nel caso di singole unità abitative, possono essere sottoposti ad agevolazione fiscale tanto gli allarmi quanto i sistemi antifurto. 

Tutti i contribuenti assoggettati Irpef hanno diritto di usufruire delle detrazioni per gli allarmi, sia che si tratti di proprietari, sia che si tratti di inquilini o di altri titolari di un diritto reale di godimento su un immobile. Nelle agevolazioni fiscali rientrano anche le spese affrontate per la progettazione dell’impianto di allarme, oltre a quelle per l’acquisto e, più in generale, per tutte le prestazioni professionali connesse.

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