Cronaca
15 Febbraio 2018
Lui e Astolfi devono scontare le condanne definitive per peculato. Stesso discorso per l’ex direttore generale di Area Bellinazzo

Riusa. L’ex ingegnere capo della Provincia Andrighetti e l’ex dg di Area Bellinazzo in carcere

di Redazione | 2 min

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Dopo la condanna definitiva sancita dal verdetto della Cassazione, ora è arrivato l’ordine di carcerazione, prontamente eseguito dai carabinieri. Per l’ex ingegnere capo della Provincia di Ferrara Gabriele Andrighetti, 65 anni, e il tecnico e socio di Riusa Luigi Ettore Astolfi, 81 anni, si sono aperte le porte dell’Arginone.

I due, condannati rispettivamente a 5 e 4 anni per peculato in concorso, e –  fallito il tentativo dei difensori di chiedere alla procura generale la sospensione dell’ordine di carcerazione – sono stati prelevati dai proprio domicili mercoledì pomeriggio.

Con loro era stato condannato in via definitiva anche l’ex direttore generale di Area Arrigo Bellinazzo. Per lui 5 anni. Per Bellinazzo, che vive nel Ravennate, la destinazione è stata nel carcere più vicino al luogo di residenza.

Nel corso dell’Appello era invece intervenuta la prescrizione per l’impiegato della provincia Andrea Frabetti, Andrighetti e Bellinazzo per l’accusa di corruzione. Erano inoltre stati assolti Andrighetti, Astolfi, Bellinazzo e Stefano Farina (ingegnere capo del Comune di Copparo) in merito all’accusa di tentata truffa.

L’inchiesta cominciò nel 2008, quando procura e guardia di finanza diedero il via alle indagini su una truffa da quasi un milione di euro (per la precisione 940.308) ai danni degli enti pubblici. In particolare verso la multiutility copparese Area, attraverso cui nel 2007 i titolari della società Riusa.eu sono riusciti a finanziare la ricerca di un macchinario per convertire i rifiuti in blocchi per il fondo stradale.

Un progetto assai innovativo che avrebbe permesso di riutilizzare i materiali di scarto con grossi vantaggi economici ed ambientali, ma che non sarebbe potuta essere sviluppata se non con importanti contributi economici, con conseguente perdita dei diritti di brevetto e sfruttamento commerciale per i suoi ideatori. Cominciò quindi la ricerca di un ente pubblico che potesse finanziare lo sviluppo del macchinario “Riusa”: nel 2005 Andrighetti e Frabetti contattarono Area, e in particolare Bellinazzo, all’epoca a capo del cda Area a cui partecipavano 17 sindaci e soci privati.

E fu proprio l’ex manager pubblico che, due anni dopo, comunicò al consiglio che il progetto per il recupero dei rifiuti proseguiva a gonfie vele, omettendo però dettagli di non poco conto. Come la sua partecipazione con Andrighetti e Astolfi alla società Riusa.eu, che aveva stretto un accordo con Area per estromettere la multiutility copparese dagli utili sullo sfruttamento commerciale del nuovo prodotto.

Utili che invece per il 20%, come testimonia una scrittura privata, sarebbero andati proprio al direttore generale di Area.

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