
Eder Guidarelli Mattioli
Ha parlato per quasi cinque ore davanti ai magistrati Eder Guidarelli, interrogato nella giornata di venerdì nel carcere di Ferrara, dove è detenuto in custodia cautelare per l’omicidio di Marcello Cenci a Valencia.
E ha confessato l’omicidio dell’amico, vuotando il sacco dopo ben sette mesi, durante i quali si era sempre professato innocente. Ammettendo di aver incontrato Cenci a Valencia, la notte del 2 luglio, di avergli parlato ma di averlo lasciato senza torcergli un capello. Ma nella sua mente l’omicidio dell’amico stava pesando come un macigno, tanto che a chiedere di essere sentito era stato proprio lui e dalla procura si sono mossi i due sostituti procuratori Ciro Alberto Savino, titolare del fascicolo, e Ombretta Volta. Con loro erano presenti anche due marescialli dei carabinieri che hanno seguito il caso. Guidarelli era assistito dai suoi due avvocati di fiducia: Eugenio Gallerani e Giacomo Forlani. Davanti a loro Guidarelli ha infine confessato: “Sì, sono stato io”.
Procura e legali mantengono uno stretto riserbo sui contenuti e i particolari dell’interrogatorio. Ora tutto dovrà trovare conferma nel processo.
Nel frattempo in via Mentessi si stanno ancora attendendo gli atti dalla Spagna, dopo aver incassato l’ok per la loro consegna in ossequio alla raccomandazione dell’organo di mediazione europeo Eurojust.
Guidarelli, che fino a ieri ha sempre negato di aver ucciso il suo ex amico, affermando di esserlo andato a trovare per discutere con lui (violando il provvedimento del giudice che gli vietava di avvicinarsi a Cenci, già vittima in passato delle sue aggressioni violente), è l’unico sospettato e indagato per l’omicidio, avvenuto in un condominio in calle Juan Bautista Llover a Valencia, nel luglio scorso.
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