Il mercato del venerdì torna in centro
Il mercato del venerdì torna in centro lasciando la location a cui era stato relegato per consentire l'allestimento e lo svolgimento della tre giorni di Battiti Live
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Cento. I positivi risultati finanziari del gruppo Fca non abbagliano di certo il segretario della Fiom-Cgil di Ferrara, Samuele Lodi, che invece chiede di pensare – qui e ora – al futuro della Vm.
“Le novità emerse negli ultimi giorni e nelle ultime settimane riguardanti il gruppo Fca propiziano riflessioni e domande – osserva Lodi -. Dai risultati ottenuti da Marchionne, alle scelte strategiche e di investimenti annunciate, emerge come il nostro paese sia sempre meno centrale nelle dinamiche del gruppo”.
Il segretario Fiom non nasconde le critiche anche verso “il silenzio e l’assenza della politica, delle istituzioni ai diversi livelli e l’atteggiamento dell’informazione nelle sue diverse forme” che, a suo dire, “risultano essere incomprensibili e colpevoli”.
I risultati finanziari del gruppo guidato da Sergio Marchionne, pur positivi – dimezzamento dei debiti, raddoppio dei profitti – nascondono però i deludenti risultati industriali del gruppo. “L’obiettivo della saturazione degli impianti italiani, da raggiungere nel 2018 secondo il piano industriale, è ben lontano dall’essere raggiunto – spiega Lodi -. L’utilizzo degli ammortizzatori sociali è ancora molto spinto. Il rallentamento, poi, dell’uscita di nuovi modelli rende il quadro di prospettiva molto cupo. Pomigliano, Mirafiori, Maserati Modena, sono gli stabilimenti che, più di altri, senza dubbio hanno il proprio futuro contraddistinto da incertezze e timori”.
Ma è un futuro che riguarda anche la provincia di Ferrara, ovvero lo stabilimento Vm di Cento, sul quale per il segretario Fiom “le incognite sono oggettive”. Una di fondo in particolare: la produzione di motori diesel mentre il mondo sta andando da un’altra parte. “Si vuole continuare a non porsi il dubbio che uno stabilimento che produce motori diesel e che occupa oltre 1200 lavoratori, forse, meriterebbe maggiore attenzione da parte delle istituzioni relativamente al tema dell’impatto ambientale di tale motorizzazione e al tema delle conseguenti restrizioni che sempre più città e Governi europei stanno adottando per limitarne la circolazione? – chiede Lodi -. Si può proseguire imperterriti, e ottusamente, a non volere vedere nulla di tutto ciò, ma di fronte a scelte di Volvo, Toyota, Volkswagen di andare rapidamente e ormai definitivamente verso l’elettrico e l’ibrido in luogo del diesel… beh, non fermarsi a riflettere rischia di trasformarsi in una enorme responsabilità di prospettiva e quindi in quella che sarà una incancellabile responsabilità storica”.
“Se a tutto ciò si aggiunge poi la decisione di procedere allo scorporo dal gruppo di Magneti Marelli, vero e proprio scrigno per ricerca e sviluppo – aggiunge Lodi -, la prospettiva è quella di una Fca azzerata nei debiti ma senza risorse tecnologiche e di sviluppo necessarie per un futuro tranquillo. Oltre oceano, invece, investimenti e prospettive del gruppo non sono sicuramente carenti: nuovi impianti di produzione, accordo con Google per lo sviluppo dell’auto con guida autonoma. Ora, di fronte a tutto questo, non è più tollerabile l’assenza delle istituzioni, a partire dal Governo fino ai livelli locali. Sono necessari un tavolo al Mise, tavoli regionali e comunali là dove insistono stabilimenti del gruppo. In tutti i paesi i Governi si occupano dell’industria dell’automotive. Questo perché il settore è ancora fondamentale per le economie.
Se, colpevolmente, non ci si vuole occupare del tema dell’emergenza democratica in Fca, con la cancellazione della contrattazione, la negazione per i lavoratori di determinare, attraverso il confronto, le proprie condizioni, e la messa all’angolo della Fiom, derubricando il tutto ad una questione prettamente sindacale, sarebbe doveroso, però, occuparsi del futuro del gruppo in Italia e quindi del futuro di migliaia di lavoratrici e lavoratori”.
È quasi una sfuriata quella del segretario Fiom, soprattutto in questa “mediocre campagna elettorale”, dove “non una parola viene spesa sulla questione” e dove “grave è il silenzio di una informazione sempre molto più attenta ad aspetti di cronaca che tanto piacciono all’opinione pubblica ma che tanto distraggono dai temi prioritari nel dibattito pubblico in una moderna democrazia: che tipo di società si vuole, quale il giusto rapporto tra capitale e lavoro, partecipazione alla politica e alle decisioni che essa determina, garanzia e rispetto dei diritti, dentro e fuori i luoghi di lavoro”.
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