Cento
26 Gennaio 2018
Il pubblico ministero chiede una condanna a 6 mesi e un'assoluzione nel processo per la morte dell'imprenditore Mortilli

Morì al poliambulatorio, sentenza a febbraio per i due medici

di Daniele Oppo | 2 min

Leggi anche

Grattacielo, il Tar non sospenderà l’ordinanza

Si terrà il 26 febbraio l’udienza cautelare davanti al Tar per decidere in merito al ricorso, avanzato dagli avvocati Nicolicchia e Caruso, contro l’ordinanza contingibile e urgente con cui il sindaco di Ferrara Alan Fabbri ha dichiarato l’inagibilità della Torre C

Quattro milioni per salvare il Grattacielo

Si aggirerebbe tra i 20 e i 25 mila euro la cifra richiesta a ogni singolo condomino per realizzare il piano antincendio, necessario per poter tornare dentro al Grattacielo

Grattacielo. Al Tar il ricorso contro l’ordinanza di sgombero

È approdato davanti al Tribunale amministrativo regionale dell’Emilia-Romagna il ricorso contro l’ordinanza contingibile e urgente con cui il sindaco di Ferrara ha dichiarato l’inagibilità della Torre C del Grattacielo, imponendo lo sgombero immediato degli alloggi

Cento. Una richiesta di condanna e una di assoluzione nel processo che vede imputati due medici imputati per la morte dell’imprenditore Giuseppe Mortilli nel poliambulatorio “Villa Verde” il 24 marzo 2015 durante una visita.

Il pubblico ministero – in udienza il vpo Elisa Bovi, il fascicolo era del pm Giuseppe Tittaferrante, che ormai è in servizio alla procura di Napoli – ha chiesto la condanna a 6 mesi per il medico Emmanuele Vece e l’assoluzione per Roberto Biscione, che intervenne sentendo le richieste d’aiuto del collega a seguito del malore – purtroppo fatale – accusato da Mortilli nel suo ambulatorio.

Per la procura – che poggia sulle conclusioni della consulenza medico legale – Vece avrebbe quantomeno dovuto capire che si trovava di fronte a uno shock anafilattico (dovuto alla somministrazione di un’antibiotico) e chiedere una fiala di adrenalina, unico rimedio per salvare l’imprenditore.

Diversa, diversissima, la posizione della difesa, sostenuta dall’avvocato Michele Ciaccia, che ha ribadito come il tempo sia stato fattore cruciale nel dramma: troppo poco, 4-5 minuti, per capire che i sintomi che vedeva erano quelli di uno shock anafilattico, troppo poco perché intervenne quasi immediatamente l’arresto cardio-circolatorio. Non sono mancate le critiche alla consulenza legale del pm, per essersi rifiutata di rivedere le proprie posizioni davanti alla prova – raggiunta in sede di istruttoria dibattimentale – che i tempi di quel tragico pomeriggio erano molto più ridotti rispetto a quelli da lei conosciuti e presi in considerazione: quasi un’ora anziché pochissimi e concitati minuti.

Simili considerazioni sono state fatte anche dalla difesa di Biscione – avvocato Marco Linguerri – che oltre a ribadire l’assoluta assenza di responsabilità del proprio assistito, ha speso parole a sostegno di Vece.

Il giudice Vartan Giacomelli ha rinviato infine l’udienza al prossimo 8 febbraio, giorno in cui arriverà la sentenza.

Grazie per aver letto questo articolo...

Da 20 anni Estense.com offre una informazione indipendente ai suoi lettori e non ha mai accettato fondi pubblici per non pesare nemmeno un centesimo sulle spalle della collettività. Il lavoro che svolgiamo ha un costo economico non indifferente e la pubblicità dei privati non sempre è sufficiente.
Per questo chiediamo a chi quotidianamente ci legge e, speriamo, ci apprezza di darci un piccolo contributo in base alle proprie possibilità. Anche un piccolo sostegno, moltiplicato per le decine di migliaia di ferraresi che ci leggono ogni giorno, può diventare fondamentale.

 

OPPURE se preferisci non usare PayPal ma un normale bonifico bancario (anche periodico) puoi intestarlo a:

Scoop Media Edit
IBAN: IT06D0538713004000000035119 (Banca BPER)
Causale: Donazione per Estense.com