Estorsione per una bici elettrica: 21enne di Cento finisce in carcere
Un 21enne di Cento, accusato di estorsione aggravata per una bicicletta elettrica e più volte in violazione dell’obbligo di dimora, è stato arrestato dai Carabinieri
Un 21enne di Cento, accusato di estorsione aggravata per una bicicletta elettrica e più volte in violazione dell’obbligo di dimora, è stato arrestato dai Carabinieri
Partirà il 26 gennaio a 𝗕𝗼𝗻𝗱𝗲𝗻𝗼 e il 29 gennaio a 𝗖𝗲𝗻𝘁𝗼, il 𝗰𝗼𝗿𝘀𝗼 𝗴𝗿𝗮𝘁𝘂𝗶𝘁𝗼 𝗱𝗶 𝗳𝗼𝗿𝗺𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗽𝗲𝗿 𝗔𝘀𝘀𝗶𝘀𝘁𝗲𝗻𝘁𝗶 𝗙𝗮𝗺𝗶𝗹𝗶𝗮𝗿𝗶
La Procura di Ferrara ha chiesto 24 anni di pena per Vito Mauro Di Gaetano, 43 anni, titolare del bar Big Town, e per suo padre Giuseppe, 71 anni. I due sono a processo davanti alla Corte d'Assise di Ferrara per l'omicidio di Davide Buzzi
Continua, a Cento, il ciclo di incontri informativi gratuiti “Il medico risponde”, promosso dal Comune di Cento e dall’Azienda Usl di Ferrara
Un musical dedicato alle leggi razziali e alla persecuzione degli ebrei, sarà proposto agli studenti di Cento, in occasione della Giornata della Memoria
Cento. Una richiesta di condanna e una di assoluzione nel processo che vede imputati due medici imputati per la morte dell’imprenditore Giuseppe Mortilli nel poliambulatorio “Villa Verde” il 24 marzo 2015 durante una visita.
Il pubblico ministero – in udienza il vpo Elisa Bovi, il fascicolo era del pm Giuseppe Tittaferrante, che ormai è in servizio alla procura di Napoli – ha chiesto la condanna a 6 mesi per il medico Emmanuele Vece e l’assoluzione per Roberto Biscione, che intervenne sentendo le richieste d’aiuto del collega a seguito del malore – purtroppo fatale – accusato da Mortilli nel suo ambulatorio.
Per la procura – che poggia sulle conclusioni della consulenza medico legale – Vece avrebbe quantomeno dovuto capire che si trovava di fronte a uno shock anafilattico (dovuto alla somministrazione di un’antibiotico) e chiedere una fiala di adrenalina, unico rimedio per salvare l’imprenditore.
Diversa, diversissima, la posizione della difesa, sostenuta dall’avvocato Michele Ciaccia, che ha ribadito come il tempo sia stato fattore cruciale nel dramma: troppo poco, 4-5 minuti, per capire che i sintomi che vedeva erano quelli di uno shock anafilattico, troppo poco perché intervenne quasi immediatamente l’arresto cardio-circolatorio. Non sono mancate le critiche alla consulenza legale del pm, per essersi rifiutata di rivedere le proprie posizioni davanti alla prova – raggiunta in sede di istruttoria dibattimentale – che i tempi di quel tragico pomeriggio erano molto più ridotti rispetto a quelli da lei conosciuti e presi in considerazione: quasi un’ora anziché pochissimi e concitati minuti.
Simili considerazioni sono state fatte anche dalla difesa di Biscione – avvocato Marco Linguerri – che oltre a ribadire l’assoluta assenza di responsabilità del proprio assistito, ha speso parole a sostegno di Vece.
Il giudice Vartan Giacomelli ha rinviato infine l’udienza al prossimo 8 febbraio, giorno in cui arriverà la sentenza.
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