mar 23 Gen 2018 - 4961 visite
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Elezioni. La rosa del Pd con un nome più ‘petaloso’ degli altri

Le consultazioni dei ‘saggi’ lasciano dubbi quanto a trasparenza. A Roma la scelta di uno tra Vitellio, Marchi e Marattin

Più che ‘saggi’ sembrano operatori di call center. I cinque componenti della commissione elettorale Pd (Leonardo Fiorentini, Nicola Rossi, Nicola Minarelli, Ivan Greghi e Nella Ronconi), nominati per sondare l’umore di sindaci e segretari di circolo sul terzo nome ferrarese da candidare, hanno terminato le consultazioni. Consultazioni che, probabilmente per motivi dettati dallo scarso tempo a disposizione, non sono avvenute di persona ma al telefono.

A rigor di trasparenza, a questo punto forse valeva la pena riesumare i sondaggi on line dei grillini. Almeno lì qualche traccia rimane in posta elettronica.

Altro dettaglio divertente di questi sondaggi fai da te è il peso dei decisori: il parere del circolo di XII Morelli, probabilmente meno popoloso di un villaggio di esquimesi in Groenlandia dedito alla caccia al tricheco, vale come quello dei circoli più grossi. Sorpassato così anche l’“uno vale uno” di pentastellata memoria.

È il bello delle elezioni del Pd di Ferrara, bellezza! Anche perché non risulta che in altre province si siano attivati meccanismi di questo tipo.

Ma veniamo al sodo. I dati di cui disponiamo sono segmentati e parzialmente indicativi, non disponendo dell’elenco delle utenze del call center. Pardon, dei saggi.

Da quanto appreso, la confusione maggiore si ha proprio nel capoluogo. Ferrara, che dovrebbe essere la roccaforte di Luigi Vitellio, segretario provinciale e capogruppo in consiglio spinto da Calvano e Tagliani, si presenta divisa. E con alcune sorprese che rischiano di indebolire a livello di immagine il potenziale candidato. Il nome di Vitellio è tabù dalle parti di Pontelagoscuro, Cona, Francolino, Barco e Pontegradella. Via Bologna si è espressa per Vitellio e Andrea Marchi, il sindaco di Ostellato altro potenziale papabile per la lista. Luigi Marattin, il consigliere economico di Renzi, esce invece dalle voci di Barco (insieme a Marchi).

Il segretario ottiene la preferenza ad Argenta, Tresigallo, Formignana, Comacchio, Cento, Poggio Renatico, Vigarano e, ovviamente, il fondamentale XII Morelli. A questi si aggiunge Goro, dove il suo nome è stato fatto insieme a quello di Marchi.

Marchi spadroneggia a Codigoro, Masi Torello e Copparo, mentre Marattin esce come unico nome a Bondeno e in coabitazione con Marchi a Ostellato, Berra e Portomaggiore.

Terre del Reno sceglie la fantasia, e accanto al nome di Marattin fa quello degli orlandiani Maisto e Baraldi.

A questo punto è facile supporre che questa sera (martedì 23), durante la direzione del partito, i ‘vitelliani’ abbandoneranno l’ipotesi del nome unico, scrivendo sul foglio da consegnare a Renzi (accanto agli indiscussi Dario Franceschini e Paola Boldrini) i tre nomi di Vitellio, Marchi e Marattin.

L’ordine non è casuale. Sembra infatti che per salvare le apparenze, dopo essere stata messa all’angolo durante l’ultima direzione e durante le consultazioni da call center, la fronda pro segretario chiederà come onore delle armi una gradazione della rosa. Anche qui si rischia il farsesco. Cosa comparirà nelle indicazioni per la direzione nazionale? Immaginiamo un candido “Caro Matteo, ecco la rosa di nomi, ma questo è più “petaloso” degli altri”.

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