mar 16 Gen 2018 - 2223 visite
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“Sospendete la carta Smeraldo”, ma la mozione di Rendine fallisce in consiglio

Tagliani: "Ferrara penalizzata dai punteggi in materia ambientale nelle classifiche. Questo sistema è una conquista, e gli altri sono più cari"

di Martin Miraglia

“Già dal 29 settembre Gol aveva promosso una manifestazione per protestare contro questo sistema di raccolta e tariffazione che non risulta condivisibile a molti cittadini. Già a quel tempo si osservava come essendo disponibili ancora dei cassonetti a raccolta libera questo presupponeva che di fianco ai cassonetti i rifiuti venissero abbandonati, e le foto pubblicate sulla stampa dimostrano come la previsione fosse facilmente azzeccabile senza essere maghi. Anche adesso in una delle zone abitate da quelle che la nostra assessora ai servizi sociali chiama ‘risorse’ si nota come uno dei cassonetti sia circondato da rifiuti abbandonati o non raccolti”.

È cominciata così, dopo il concerto del conservatorio ‘Frescobaldi’ per la prima seduta annuale del consiglio comunale, l’esposizione da parte del consigliere di Gol Francesco Rendine delle sue due mozioni, entrambe finalizzate a sospendere l’attivazione della carta Smeraldo — ma non delle calotte — a causa di “tutta una serie di disagi evidenti: è chiaro che tale raccolta manuale dei cumuli abbandonati sparsi per la città rende opportuna una rivisitazione, perché è più onerosa della raccolta in un cassonetto tradizionale”.

Per questo Gol ha chiesto “che il sindaco si impegni per sospendere la raccolta con la carta smeraldo almeno finché non verranno fissati dei prezzi nei prossimi anni. C’è anche un provvedimento che dice che la tariffazione sarà applicata dal primo gennaio, ma ancora non c’è un numero di conferimenti. Chiediamo poi l’indizione di un referendum cittadino”.

Le due mozioni di Gol, che erano state presentate nei mesi scorsi ma che sono state discusse solo in questa seduta, totalmente dedicata al nuovo metodo di raccolta differenziata, hanno catalizzato l’attenzione e il supporto dell’opposizione consiliare: se Rendine infatti lamenta, oltre ai cumuli di rifiuti lungo le strade, anche i problemi dell’inquinamento a causa della loro combustione, cita le delibere di Anac sugli affidamenti scaduti e la vendita — che a posteriori ha causato un mancato guadagno per le casse del Comune — delle azioni di Hera; il Movimento 5 Stelle ha presentato anche un emendamento a supporto dei documenti, a firma del consigliere Marcucci secondo il quale la modifica proposta “è solo per aggiungere qualcosa: qui tutti noi vogliamo la tarrifazione puntuale ma si pone un problema sull’opportunità del metodo calotta”.

La discussione, comunque, oltre a scaldarsi a tratti nei toni — Bova (Ferrara Concreta), verso la fine, esorta una condanna morale verso chi abbandona i rifiuti chiamando questi cittadini ‘animali’ — mostra la totale frattura tra il governo della città e le opposizioni nell’ennesimo muro contro muro preludio del voto.

Se per Zardi, che interviene per conto di Forza Italia, “Da quando ci sono le calotte i rifiuti fuori dai cassonetti sono aumentati. Si dice per la maleducazione, perché sono troppo alte, se ne sono sentite di tutti i colori, ma quello che è certo è che l’obbligo della differenziata è entrato in vigore dal primo gennaio e ci sono ancora 12mila cittadini che non hanno ritirato la carta Smeraldo. Si è lavorato male a monte, sia da parte di Hera che dell’amministrazione”, per Fiorentini di Sinistra Italiana, “Nulla è più rivoluzionario del cambiamento nella vita quotidiana delle persone, basta vedere rassegna stampa di Parma. Col porta a porta sarebbero successe le stesse cose, io mi sono resto conto da quando è cambiato il metodo di raccolta che faccio molta più differenziata e fatico a riempire un sacchetto al mese di sola indifferenziata”.

Stesso paragone si può fare tra Cavicchi (Lega), secondo cui “È vero che c’è stata la sperimentazione di Pontelagoscuro ma ci sono anche quelle di comuni limitrofi come Poggio Renatico che hanno dato dei risultati ben diversi” e Maresca (Pd) che attacca la strumentalizzazione “di un po’ di malcontento che c’è dicendo cose false già smentite in commissione” e tacciando la maleducazione di pochi: “Di fianco a un cassonetto c’erano una carrozzina e un divano: quella non è una questione concernente la carta Smeraldo. Abbiamo imboccato una strada verso una tassazione più equa, poi il metodo non è così fondamentale”.

L’ultimo a intervenire, prima delle dichiarazioni di voto, è il primo cittadino Tiziano Tagliani. Sente la necessità di partire da “alcuni punti fermi” dopo aver assistito “alla fotocopia del dibattito fatto prima della discussione del bilancio”. Innanzitutto, spiega, “il servizio non l’ha scelto Hera, ma il Comune a valle di una valutazione tecnica basata su uno studio approfondito di Atersir, mentre nel 2014 fu proprio il consiglio comunale a sollecitare il Comune di adottare una tariffazione puntuale. Abbiamo scelto quello sulla base dei dati e degli incontri che è il sistema più semplice e meno costoso per i cittadini. Poi c’è anche il porta a porta spinto come a Parma, e ha avuto le stesse difficoltà nostre all’inizio. Si può anche cambiare, ma la raccolta è più complessa, esige passaggi multipli e costa di più, e chi lo chiede dovrà spiegare ai ferraresi perché vuole farli pagare di più”.

Poi passa ai dati puri: “I problemi non sono risolti, certo, è innegabile che sia più complesso, ma questo è un sistema che in due mesi ci ha fatto passare dal 56 al 73-74% di raccolta differenziata. Non è una medaglia sulla giacca, è un sistema che garantisce altro oltre all’assegnazione del contributo che va nelle tasche dei ferraresi. Poi è vero che Ferrara ha una tariffa cara, ma bisogna fare un confronto ragionato: un conto è raccogliere i rifiuti di 400mila abitanti sul territorio di Bologna, un conto quello di raccogliere quello di 150mila su un territorio vasto e sparso in decine di frazioni. Ferrara nelle classifiche è sempre stata penalizzata proprio a causa dei punteggi ambientali, e accreditare il nostro sistema di famiglie e imprese ai livelli delle migliori città del nord è una grande conquista, e le conquiste non si fanno a costo zero. I cittadini che non hanno ancora ricevuto al carta poi erano sconosciuti al fisco e non avevano posizioni Tari. Ci hanno detto di mandare la carta a casa, e noi lo facciamo se non la vengono a prendere, ma solo se sappiamo che in una casa ci abita qualcuno. Questo ha permesso di far emergere qualche migliaio di posizioni che non erano nei database”.

Al momento del voto, comunque, appaiono due fazione compatte e contrapposte. La conta dei numeri non può che favorire la maggioranza targata Pd, Gruppo Misto e Sinistra Italiana: le due mozioni di Rendine trovano dieci voti favorevoli a fronte dei 18 contrari e falliscono. La carta Smeraldo, per il momento, vivrà.

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