Cronaca
9 Gennaio 2018
Sostegno economico dalla Fondazione per le Vittime dei reati. Parla la famiglia: "Non chiediamo vendetta ma giustizia"

Cenci, un contributo per il rimpatrio della salma

di Redazione | 2 min

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“Un tangibile supporto per questo triste evento che è la morte per strangolamento del nostro Marcello”. I genitori ed il fratello di Marcello Cenci, il 32enne ferrarese ucciso il 2 luglio 2017 a Valencia dall’ex amico Eder Guidarelli, commentano così il contributo economico consegnato alla famiglia dalla Fondazione Emilia Romagna per le Vittime dei reati.

Questa somma – un bonifico di 8mila euro – contribuisce a coprire una piccola parte delle spese sostenute per il rimpatrio del corpo, per le spese funerarie, le spese legali e processuali che la famiglia ha affrontato e sta affrontando per l’omicidio premeditato – “e annunciato” sottolineano i familiari – di Marcello che si era trasferito in Spagna proprio per sfuggire da tempo a chi lo aggrediva e lo sottoponeva a stalking.

Il padre Mario, la mamma Roberta e il fratello Giulio ringraziano sentitamente la fondazione, “coinvolta dall’ostinazione di una madre disperata” e nata nel 2004 proprio per dare sostegno immediato alle vittime dei crimini dolosi di maggiore gravità, come l’omicidio per strangolamento di un giovane che è spirato troppo presto tra le mani di chi avrebbe dovuto essere un suo amico.

La famiglia Cenci ribadisce, come dal primo giorno di questa triste vicenda, che “non chiede vendetta verso un giovane che ha spietatamente ucciso Marcello suo coetaneo, ma sostiene che tutte le sue risorse morali, umane ed economiche debbano essere indirizzate, anche come impegno verso la società, per l’ottenimento della giustizia nei confronti di Marcello”.

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