Nasce anche a Ferrara il Comitato per il No al referendum costituzionale
Anche a Ferrara si è costituito il Comitato “Società civile per il NO nel referendum costituzionale” presieduto a livello nazionale dal professor Giovanni Bachelet
Anche a Ferrara si è costituito il Comitato “Società civile per il NO nel referendum costituzionale” presieduto a livello nazionale dal professor Giovanni Bachelet
Almeno una quarantina di persone tra residenti sfollati e solidali sono rimaste fuori dal Consiglio comunale di oggi - lunedí 26 gennaio - convocato per discutere dell'emergenza abitativa a seguito dell'incendio del Grattacielo
Sul tavolo del sindaco, già nei primi mesi del suo insediamento, faceva metaforicamente bella mostra di sé la pratica degli immobili di viale Costituzione e di via Felisatti
Saranno probabilmente presenti molti residenti delle torri A, B e C del Grattacielo al Consiglio Comunale di oggi (lunedì 26 gennaio). Nella seduta che inizierà alle 15 sono previsti tre question time e un odg per parlare dell'emergenza che ha colpito chi vive in quegli spazi
A Ferrara, nella sede della Provincia, l’assessore regionale all’Agricoltura, Alessio Mammi, ne ha parlato incontrando le associazioni agricole e agroalimentari del territorio per fare il punto sulle criticità del comparto, sulle misure già attivate e sulle prospettive di intervento nei prossimi mesi
In Emilia-Romagna è stato compiuto un primo importante passo avanti per arrivare al riconoscimento della fibromialgia. La Regione, nelle settimane scorse, ha infatti completato il documento che definisce modalità di diagnosi, presa in carico, trattamento e follow-up post trattamento della malattia.
Ci ha lavorato un gruppo di lavoro di oltre 20 specialisti pluridisciplinari, tra cui alcuni ferraresi, al fine di arrivare ad un assenso sufficientemente unanime e consolidato rispetto ai criteri per la diagnosi e per l’approccio terapeutico, la cui assenza ad oggi non consente di far rientrare la sindrome fibromialgica nell’elenco delle malattie croniche per le quali è prevista l’esenzione dalla compartecipazione alla spesa sanitaria.
Per questo in Emilia-Romagna si è deciso innanzitutto di partire da qua.
Il documento parte dalla presa in carico della persona che avviene da parte del medico di famiglia e prosegue nell’ambito di un team multiprofessionale e interdisciplinare come per altre patologie croniche. Fondamentale in tal senso è la formazione dei professionisti e l’educazione del paziente per una efficace gestione della malattia.
La diagnosi è basata su sintomi caratteristici e specifici criteri e sull’esclusione di altre ipotesi diagnostiche. I sintomi essenziali riconosciuti sono quattro: dolore, affaticamento, disturbi del sonno, disturbi cognitivi. Partendo da questi, deve essere messa in campo una diagnosi differenziale fondata su anamnesi accurata e alcuni specifici esami di laboratorio.
Il trattamento infine prevede attività di educazione del paziente, trattamenti non farmacologici e trattamenti farmacologici. In Emilia-Romagna, fra i trattamenti non farmacologici la prima scelta è per l’attività fisica, a secco e in acqua calda, a cui si aggiunge l’agopuntura. Per quanto riguarda il trattamento farmacologico vengono indicati diversi tipi di approccio sempre in combinazione con trattamenti non farmacologici. È in corso inoltre un approfondimento rispetto al possibile utilizzo della cannabis terapeutica.
Il documento così redatto è già stato inviato a tutte le direzioni generali territoriali della Regione ed è stato inoltrato al Consiglio Superiore della Sanità e al Ministero della Salute, affinché possa essere una base utile per arrivare al riconoscimento definitivo della malattia.
Nel frattempo l’Emilia-Romagna darà corso ad altre iniziative di ricerca e sta valutando nuove sperimentazioni sul versante del trattamento non farmacologico. A ciò si aggiunge, in relazione con l’aggiornamento nazionale dei LEA, la valutazione tuttora in corso su possibili campi di esenzione.
“Un primo passo concreto per arrivare al riconoscimento nazionale della malattia, e dare una risposta alle tante persone, il 2 per cento della popolazione, affette da questa patologia” commenta così il consigliere regionale Paolo Calvano che un anno fa chiese impegni precisi alla giunta regionale attraverso una apposita interrogazione.
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