“Il benessere dei cittadini non va in ferie”: Kamarashev (M5S) lancia alcune proposte
"Voglio sapere cosa deve ancora essere fatto, dove, con quali priorità e soprattutto entro quando. Questa è la differenza tra polemica e controllo politico»
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"Se aveste la possibilità di cambiare una sola cosa concreta di Ferrara, città e frazioni, quale sarebbe?" È da questa domanda posta sul proprio profilo Facebook che la consigliera Anna Zonari (La Comune di Ferrara) ha fatto partire una piccola consultazione che ha raccolto 158 commenti
Dieci giorni al Baluardo Santa Maria della Fortezza dove, scrive il Pd, "ritrovarsi, discutere, mangiare insieme, ascoltare musica, incontrare autrici e autori, parlare della città e del Paese"
"Nella sconsiderata gara a chi è più cattivo non resti travolta la civile convivenza". È questo il titolo scelto da Alleanza Verdi e Sinistra e Possibile Ferrara per intervenire sulla vicenda che nelle ultime settimane ha acceso il confronto politico a Portomaggiore
Il sottosegretario interviene e propone un confronto tra l'atteggiamento di Lepore, sindaco di Bologna, sul caso Fakir e quello di Bernardi, sindaco di Portomaggiore, sul caso in discussione
In Emilia-Romagna è stato compiuto un primo importante passo avanti per arrivare al riconoscimento della fibromialgia. La Regione, nelle settimane scorse, ha infatti completato il documento che definisce modalità di diagnosi, presa in carico, trattamento e follow-up post trattamento della malattia.
Ci ha lavorato un gruppo di lavoro di oltre 20 specialisti pluridisciplinari, tra cui alcuni ferraresi, al fine di arrivare ad un assenso sufficientemente unanime e consolidato rispetto ai criteri per la diagnosi e per l’approccio terapeutico, la cui assenza ad oggi non consente di far rientrare la sindrome fibromialgica nell’elenco delle malattie croniche per le quali è prevista l’esenzione dalla compartecipazione alla spesa sanitaria.
Per questo in Emilia-Romagna si è deciso innanzitutto di partire da qua.
Il documento parte dalla presa in carico della persona che avviene da parte del medico di famiglia e prosegue nell’ambito di un team multiprofessionale e interdisciplinare come per altre patologie croniche. Fondamentale in tal senso è la formazione dei professionisti e l’educazione del paziente per una efficace gestione della malattia.
La diagnosi è basata su sintomi caratteristici e specifici criteri e sull’esclusione di altre ipotesi diagnostiche. I sintomi essenziali riconosciuti sono quattro: dolore, affaticamento, disturbi del sonno, disturbi cognitivi. Partendo da questi, deve essere messa in campo una diagnosi differenziale fondata su anamnesi accurata e alcuni specifici esami di laboratorio.
Il trattamento infine prevede attività di educazione del paziente, trattamenti non farmacologici e trattamenti farmacologici. In Emilia-Romagna, fra i trattamenti non farmacologici la prima scelta è per l’attività fisica, a secco e in acqua calda, a cui si aggiunge l’agopuntura. Per quanto riguarda il trattamento farmacologico vengono indicati diversi tipi di approccio sempre in combinazione con trattamenti non farmacologici. È in corso inoltre un approfondimento rispetto al possibile utilizzo della cannabis terapeutica.
Il documento così redatto è già stato inviato a tutte le direzioni generali territoriali della Regione ed è stato inoltrato al Consiglio Superiore della Sanità e al Ministero della Salute, affinché possa essere una base utile per arrivare al riconoscimento definitivo della malattia.
Nel frattempo l’Emilia-Romagna darà corso ad altre iniziative di ricerca e sta valutando nuove sperimentazioni sul versante del trattamento non farmacologico. A ciò si aggiunge, in relazione con l’aggiornamento nazionale dei LEA, la valutazione tuttora in corso su possibili campi di esenzione.
“Un primo passo concreto per arrivare al riconoscimento nazionale della malattia, e dare una risposta alle tante persone, il 2 per cento della popolazione, affette da questa patologia” commenta così il consigliere regionale Paolo Calvano che un anno fa chiese impegni precisi alla giunta regionale attraverso una apposita interrogazione.
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