ven 22 Dic 2017 - 3777 visite
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Il capolavoro di Hera

Metti che avevamo una città mediamente pulita e ordinata…. Per le deliziose strade del centro storico potevi anche fare antiquariato, e trovare vicino ai cassonetti un elegante scrittoio o in certi casi ti poteva anche capitare un materasso per la casa del mare… ma i bidoni erano pieni della loro adeguata merce e la mattina indicata ognuno metteva i sacchetti del colore giusto davanti alla porta perché fossero avviati al riciclaggio. Qualcuno abbandonava bottiglie vuote e piatti di plastica vino alle panchine dei parchetti ma – si sa – erano soltanto i soliti extracomunitari ignoranti.

Poi improvvisamente cominciano a scomparire i cassonetti dell’immondizia e qua e là, a macchia di leopardo, appaiono le misteriose calotte, con un accesso apparentemente a manovella (e parlando di rifiuti non è proprio il massimo) e invece apribili soltanto con una card, che poi sarebbe una carta di plastica, elegantissima nel suo colore smeraldo e apposito cordone appendicollo, per la quale ogni cittadino si era sobbarcata l’apposita fila nel giorno indicato. Si è così entrati nel magico mondo degli eletti: i cittadini residenti che non sapranno mai quanto pagano di tariffa annuale per il servizio raccolta rifiuti ma sanno per certo che ad ogni apertura rischiano di pagare 1,80 euro, che riescano a infilarci l’elegante scrittoio smembrato o la cacca del cane!

E allora protesta, che a dir la verità fa anche comodo! Sbatto il sacchettino vicino al cassonetto e via… è protesta! Se poi il cassonetto non c’è più lo lascio lì lo stesso, perché l’abitudine si sa è dura a morire.. specialmente per il ferrarese!

Così durante le vacanze di Natale il centro città (ma anche la periferia non è immune) risulta corredata da cataste di sacchetti di ogni colore, contenenti di tutto.. e perfino quella che era la normale raccolta differenziata di vetro, plastica e organico oggi è bersagliata di involucri di ogni tipo. Un capolavoro natalizio che le rimodernate casette bianche del Listone avranno un bel daffare a coprire nei ricordi dei turisti attesi in massa per il Capodanno. Sì perché siamo ancora all’era prima dello scartamento dei regali! Quindi proviamo a proiettarci il giorno 27 con gli avanzi di salama e purè insieme alla carta della cravatta o al polistirolo del frullatore avuti in regalo, quando per due giorni i solerti operatori Hera godranno del meritato riposo.

Un incubo che abbiamo condannato a Napoli e a Roma, mettendo in croce l’amministrazione comunale oltre che l’educazione dei loro cittadini. Ebbene tutto il mondo è paese – dice il proverbio! Quanta verità! Ma il capolavoro di Hera e di questa amministrazione che gli ha messo nelle mani la gestione dell’intera città, dal gas alla luce all’acqua, ai rifiuti, appunto, è che su questi ultimi l’obiettivo era aumentare la raccolta differenziata, mentre nei fatti è riuscita a far scomparire anche quel poco che già funzionava. Un bidone dell’organico pieno di rifiuti confezionati in plastica è totalmente inutilizzabile.

Delle due l’una, o Hera è totalmente incapace di gestire la sua rivoluzione pro-riciclaggio o la manovra era puramente strumentale. Comunque sia ce n’è abbastanza da toglierle l’incarico, visto che peraltro il contratto di servizio termina alla fine dell’anno.

Restano i conti da fare con l’inciviltà, perché la protesta per l’iniquo sistema deve trovare altre strade, prive di rifiuti abbandonati a terra!. E la cittadinanza tutta si deve rendere conto che riciclare non è un optional da radical chic ma una necessità vitale se non vogliamo ritrovarci ammalati dai fumi dell’inceneritore o le falde acquifere inquinate dal percolato delle discariche. E’ giusto dunque porsi il problema e tanto per cominciare non lontano da noi, per esempio a Forlì, una proposta alternativa l’hanno trovata e dopo un serio piano di fattibilità la stanno applicando senza gli effetti collaterali della nostra calotta. C’è un assessore comunale che va in giro per la regione a spiegare come hanno fatto. E’ stato invitato anche a Ferrara, venerdì scorso ma nessuno dei suoi omologhi ferraresi ha sentito l’esigenza di ascoltarlo, figuriamoci qualcuno di Hera , a loro sembra andar bene così!

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