Un rendiconto da “ansia e inquietudine” ma per Fornasini “conti solidi”
Il rendiconto 2025 provoca nell'opposizione "ansia e inquietudine" mentre per la maggioranza e per l'assessore al Bilancio Matteo Fornasini sono stati presentati "conti solidi"
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Il Comune di Cento ha ufficialmente intrapreso l'iter amministrativo per aderire alla Piattaforma Unica Nazionale Informatica delle targhe associate al CUDE
L'Assemblea dei Soci di Cmv Servizi Srl ha approvato all'unanimità il bilancio d'esercizio chiuso al 31 dicembre 2025, che chiude con un utile di 27.308 euro dopo la perdita di 546.000 euro dell'anno precedente
A partire da lunedì 27 aprile cambia la viabilità in ingresso verso il territorio centese, a seguito della chiusura del Ponte Nuovo, per l'avvio dei lavori che porteranno alla sua demolizione e al successivo rifacimento
L'incontro alla Biblioteca di Mattia, organizzato dall’associazione "Mattia e i suoi amici", ha celebrato il 25 aprile attraverso la presentazione del libro "La vera storia del partigiano di Borgopianura" di Marco Cevolani

Corte d’appello di Bologna
Cento. Condannato per le lesioni, assolto dall’accusa di violazione di domicilio commessa da pubblico ufficiale. Finisce così il processo d’appello a carico del brigadiere Daniele Sabino per fatti risalenti al 23 gennaio 2010.
L’allora 23enne Edoardo Tura, oggi parte civile tramite l’avvocato Fabio Anselmo, venne fermato da una pattuglia dell’Arma. Il ragazzo, a quell’ora, si trovava in macchina con alcuni amici e l’auto venne controllata dai carabinieri nei pressi di un forno a Renazzo. Al conducente venne fatto l’alcoltest, negativo. Tura scese e si avviò a prendere la propria auto per andare a casa, poco distante. Arrivato a destinazione, parcheggiata l’auto nel cortile, Sabino gli avrebbe puntato contro una pistola e gridando al suo indirizzo “dov’è la cocaina?”. Secondo la versione del militare invece, Tura non si sarebbe fermato all’alt, compiendo manovre ritenute sospette e per questo sarebbe stato inseguito fino a casa.
A questo punto sarebbero seguiti attimi concitati che sarebbero sfociati con la resistenza e le lesioni a pubblico ufficiale da parte del giovane (accuse da cui è stato assolto in un processo parallelo, ormai in via definitiva). Una volta bloccato, però, il carabiniere l’avrebbe colpito – stando al racconto del 23enne – alla testa con il calcio della pistola. In primo grado il militare venne condannato per l’invasione della proprietà privata, ma non per le lesioni: Sabino, secondo il giudice di primo grado, agì per legittima difesa in un contesto in cui anch’egli venne ferito.
La Corte d’Appello di Bologna ha ribaltato la condanna: assoluzione per la violazione della proprietà privata e condanna per le lesioni.
La difesa del carabiniere – avvocato Alberto Bova – farà con molta probabilità ricorso in Cassazione contro la nuova condanna.
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