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Roma-Spal: il ricordo di Aldrovandi non può entrare all’Olimpico

Vietato l'ingresso della bandiera che accompagna la Curva Ovest. I tifosi si ribellano in silenzio

di Davide Soattin

A volte due ore di silenzio valgono più di mille parole. Ed è per questo che la Ovest formato trasferta, nonostante i chilometri percorsi e il livello proibitivo della sfida, ha deciso di non cantare e non sventolare nessuna bandiera nel settore ospiti dello stadio “Olimpico”.

Prima di varcare i cancelli dell’impianto romano infatti, in un clima di caccia alle streghe, i ragazzi della curva si sono trovati di fronte ad un divieto per motivi di  “ordine pubblico” da parte degli organi di polizia che intimava di non introdurre e sventolare durante il match la bandiera di Federico Aldrovandi, uno dei simboli rappresentativi della curva.

Un divieto assurdo, in grado di suscitare lo sdegno di entrambe le tifoserie tanto che la Sud giallorossa, a cui la voce è arrivata in ritardo e di rimbalzo, ha risposto scandendo più volte il nome di Federico dopo aver esposto, un’ora prima circa, uno striscione per Luca Fanesi, rimasto gravemente ferito in circostanze non chiarite negli scontri post Vicenza-Sambenedettese.

Presa di posizione forte e decisa, dunque, quella dei supporters ferraresi che, dopo la minaccia di sciopero precedente al match con l’Udinese in merito alla contesa tra lo striscione “Non camminerai mai sola” e l’installazione dei nuovi pannelli pubblicitari in curva, tornano a farsi sentire con un silenzio a dir poco assordante.

Un divieto che sconvolge anche il padre di Aldro. “In quello che fanno questi ragazzi meravigliosi non c’è d’aver paura di chissà quale lesa maestà – scrive Lino sulla sua pagina Facebook -. Ci insegnano invece molto. Ci insegnano ad aver rispetto della vita. Quello sguardo di Federico, severo a guardarci dentro, forse fa paura alle coscienze di tanti e credo che non lo smetterà mai perché altri ragazzi possano un giorno di una qualsiasi domenica mattina assassina, poter tornare a casa. Grazie ragazzi, la vostra purezza per un gesto semplice ed umano che viene dal cuore, a qualcuno, non a tutti, darà sempre fastidio”.

A poche ore dall’accaduto arriva anche la solidarietà di Ilaria Cucchi, da sempre vicina alla famiglia di Federico. “Federico Aldrovandi aveva 18 anni appena compiuti. Sappiamo tutti come è morto – commenta la sorella di Stefano Cucchi sui social -. La bandiera con il suo volto non è stata fatta entrare allo stadio per la partita Roma-Spal. Io sono con lui. Senza di lui io non sarei mai arrivata fin qui. Roma è la mia città, ed io amo la mia città, ma io sto con Aldro. Un abbraccio a Patrizia e Lino”. Un abbraccio condiviso da tutti i tifosi biancazzurri che hanno manifestato la propria indignazione in silenzio. 

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