Mar 28 Nov 2017 - 649 visite
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Sport e disabilità, insieme si ‘adotta una scuola’

Lions Club dà il via al progetto che allarga l’accessibilità al mondo sportivo. Oltre 5 mila euro investiti in trasporti ed educatori tecnici

di Cecilia Gallotta

Praticare sport è un diritto, e in quanto tale aperto a tutti, anche – e soprattutto – al mondo della disabilità. Questo lo spirito con cui il Lions Club del Distretto 108 Tb ‘adotta una scuola’, con l’omonimo progetto che coinvolgerà 980 studenti, di cui 59 disabili, fra gli istituti Alda Costa, Perlasca, De Pisis, Dante Alighieri e Malalbergo.

“Il mondo sportivo è vita relazionale, crea momenti d’incontro e di valore sociale”, afferma l’assessore allo sport Simone Merli. Un’aggregazione che si ritrova anche nella condivisione allargata del progetto da parte dell’amministrazione e dell’associazionismo, perché l’accessibilità allo sport spesso “è una problematica legata alla possibilità delle famiglie, al tempo, ai trasporti, e alle società che dispongono di strutture effettivamente in grado di accogliere”, aggiunge il referente Comitato Fise regionale Paolo Cervi.

Ecco che il progetto per la prima volta unisce tutti gli aspetti, proponendo una fase rivolta all’integrazione delle classi nel loro insieme attraverso un primo approccio alle discipline sportive, sia in orario scolastico che extrascolatico, con l’affiancamento di istruttori tecnici del Coni, mentre una seconda fase sarà dedicata in particolare agli alunni con disabilità, finalizzata all’acquisizione del gesto tecnico della disciplina prescelta.

“Questo non per tralasciare l’integrazione – tiene a precisare la responsabile Ufficio Educazione Fisica Miur Grazia Marangoni – ma per mettere anche chi ha più difficoltà nelle condizioni di sentirsi motivato e di vedere che ce la può fare, cosicchè possa essere spronato ad andare fattivamente nelle strutture sportive”.

Canoa, judo, bocce, pallamano ed equitazione: le discipline proposte alle scuole sono quelle che corrispondono alle società attrezzate per un’accoglienza che possa preparare i ragazzi – tutti – anche ad un futuro da atleti, che nella nostra provincia si ritrovano nell’Accdemia Bernardi, Format, Palestra Boschetto, Bocciofile Ferrarese, Canoa Club Ferrara e Centro Ippico.

Ma con i 5.200 euro raccolti “da iniziative terze – precisa ironico il presidente della nona zona Giorgio Ferroni – e non dalle sole cene, alle quali si è soliti associare i Lions”, si sostengono anche i trasporti degli allievi, “spesso motivo principale della rinuncia da parte delle famiglie alla pratica di attività sportive”, conferma il delegato provinciale del comitato paralimpico italiano Giuseppe Alberti.

Una rinuncia che spesso porta trasversalmente i ragazzi “a relegare la loro vita sociale alle mura di casa e scuola – fa eco Luciana Pareschi di Coni Point Ferrara – una dinamica che spesso vivono anche i giovani stranieri”. Ciò che quindi finora“abbiamo sempre definito un successo di squadra – riprende Alberti – ora possiamo dire che è un successo anche di territorio”.

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