Dom 26 Nov 2017 - 1427 visite
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Sinistra, verso le amministrative: “Nessuna garanzia che vinca la sinistra”

Bregola: "Non ci sono le condizioni per un centrosinistra allargato", Chiarini: "Sempre con gli azzerati Carife"

di Martin Miraglia

Un’assemblea per mettere in discussione in chiave locale la piattaforma politica dell’alleanza tra Mdp, Sinistra Italiana e Possibile insieme con l’elezione dei delegati che prenderanno parte all’assemblea nazionale costituente del nuovo sodalizio della sinistra il 3 dicembre.

Il tutto, ovviamente, con gli occhi puntati alle prossime amministrative, il cui appuntamento tra un anno e mezzo non sfugge a una platea di politici, amministratori e semplici militanti locali con una storia all’interno dei vari movimenti e sigle della sinistra le cui origini vanno a ritroso di decenni.

Così si sono ritrovati in una quarantina sabato mattina in una sala congressi di via Gulinelli. C’è chi non ha mai smesso di militare, chi si era preso una pausa, chi aveva stracciato la tessera del Pd pochi mesi fa e chi dalla politica si era ritirato anni fa. Tra loro si chiamano compagni, prima di ridere dell’anacronismo e, soprattutto, di rimarcare nella discussione sulla proposta presentata — che parla di “progetto credibile e solido”, del contrasto “all’avanzata di forze regressive e xenofobe in molti Paesi con una grande alleanza civica di sinistra”, “crescita delle disuguaglianze quali fattore di crisi dei sistemi democratici”, “svuotamento dell’istruzione”, “dignità del lavoro” e welfare a tutto tondo — di non voler sentire parole vuote, chiacchiere sui massimi sistemi senza rispondenze ai problemi del territorio e della necessità di fondare un partito piuttosto che un’alleanza elettorale che si sgretoli il giorno dopo il voto.

Il più diretto è Maurizio Chiarini, ex ad di Hera. Parla per secondo e ha un fendente sia per Renzi che per Tagliani: “Il tentativo del Pd di parlare con noi era un bluff”, attacca. “Bisogna lavorare per le amministrative tra un anno e mezzo, perché non c’è nessuna garanzia che questa volta il candidato di centrosinistra vinca: ho visto i sondaggi e la Lega a Ferrara è data a livelli significativi e preoccupanti. Poi bisogna lavorare sul declino ineluttabile dell’economia ferrarese. In questi mesi ho fatto incontri con gli ‘opinion leader’, dal sindaco al capo della Cgil. Ne sono venute fuori tante idee ma di settore, non c’è un’idea complessiva — tranne una arrivata dalla Cgil, loro, ma almeno c’è stata. Serve una riflessione per dare una prospettiva alla città”. Poi arriva la disamina impietosa della questione Carife: “Dobbiamo stare sempre dalla parte degli azzerati e dire la verità sulla crisi della banca: la responsabilità arriva dal gruppo dirigente storico democratico-cristiano che ha sempre gestito la banca. Quando Tagliani dice che le responsabilità sono della Banca d’Italia gioca: avrà sicuramente delle responsabilità ma Murolo e Santini venivano da lì. È per questo che si parla di Banca d’Italia e Franceschini non si fa vedere in giro”.

Per Mario Castelluzzo invece va accelerato il confronto e “sintentizzato assieme il perco+orso, facendo sì che non sia solo una lista politica ma un percorso che ci porterà inevitabilmente alle amministrative. Costruiamo un partito vestendolo di contenuti politici”. Idea condivisa anche da Irene Bregola: “Abbiamo avvicinato esponenti istituzionali di grandissima importanza”, dice, per fare poi un breve riferimento alle elezioni siciliane — “da sempre riferimento di dinamiche nazionali” —, dove “si sono create premesse significative, anche se il risultato è stato buono ma insufficiente”. Poi un passaggio sul lavoro “che è stato privato delle tutele essenziali” e sulla sinistra: “Non ci sono le condizioni per un centrosinistra allargato. Ma se vogliamo ottenere consenso dobbiamo dimostrare autonomia dal Pd. Dobbiamo avere come obiettivo efficacia e non testimonianza, e per farlo serve un pensiero più profondo e rigoroso”.

Alla fine della discussioni, eletti per il 3 dicembre risultano la stessa Bregola, Sergio Caselli, Gianni Bigoni, Valter Zago, Beniamino Marino, Annalisa Felletti, Stefania Guglielmi, Massimo Buriani e Francesco Vinci. A loro la responsabilità di rappresentare Ferrara nella fondazione della nuova lista elettorale per le politiche, e quel che ne seguirà.

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