Lun 13 Nov 2017 - 1987 visite
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Emergenza nutrie, deroghe per l’abbattimento ad Argenta

Animal Liberation ritira il ricorso contro l'ordinanza. L'azione di contenimento era stata sospesa con il divieto di sparo durante le ricerche di Igor

Argenta. Per fronteggiare la massiccia presenza di nutrie il Comune di Argenta ha pubblicato un’ordinanza in cui si concede la deroga per poter procedere all’abbattimento delle stesse in prossimità di canali e argini in alcune zone particolarmente sensibili: via Argine Marino, Marchetto, Parata e Recalci.

La nutria appartiene a una specie alloctona particolarmente dannosa per i nostri ecosistemi, in quanto la sua presenza porta alla distruzione degli ecosistemi autoctoni e alla scomparsa della fauna locale. La sua pericolosità è stata riconosciuta dallo Iucn (International Union for the Conservation of Nature), che l’ha inserita nell’elenco delle 100 specie esotiche più minacciose per la biodiversità in scala globale.

La nutria non è solo un pericolo per fauna e flora, ma il suo costante scavare tane sotterranee la porta a essere un pericolo anche per argini e coltivazioni agricole, provocando danni alle ultime (solo nel 2014 i danni sono stati stimati in circa 217.000 euro) e mettendo in pericolo la staticità dei primi.

L’azione di contenimento della popolazione di nutrie argentana è stata sospesa da aprile 2017, quando è stato proclamato il divieto di sparo sul territorio a causa delle operazioni di polizia relative alla ricerca di Igor, il killer di Budrio e del Mezzano. Dal 20 di ottobre, grazie all’ordinanza del Comune e all’attività dei cacciatori in possesso di tesserino atc, è ripresa l’attività di contenimento. In risposta all’ordinanza, un’associazione animalista, Animal Liberation ha prestato ricorso al Consiglio di Stato, per poi richiamarlo pochi giorni dopo.

Antonio Fiorentini, sindaco di Argenta: “Siamo soddisfatti che Animal Liberation abbia ritirato il ricorso contro la nostra ordinanza, ci dispiace andare in contrasto con chi ha cuore il benessere animale, ma bisogna che sia chiaro, noi dobbiamo combattere una specie che è stata importata erroneamente dall’uomo nei nostri habitat e che mette in discussione la sopravvivenza della nostra fauna e flora. In più aggiungiamo la preoccupazione per lo stato dei nostri argini, infrastrutture la quale staticità non deve essere compromessa e quella per le nostre colture, che vengono mangiate dalla nutrie. Non possiamo lasciare gli agricoltori a combattere una guerra impari senza gli strumenti adeguati. A breve ripubblicheremo l’ordinanza che ha scadenza il 13 di novembre, con una precisa indicazione delle zone dove le nutrie sono più concentrate e quindi più pericolose”.

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