Mer 8 Nov 2017 - 567 visite
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Ferrara e provincia da record per l’invecchiamento della popolazione

Il sogno di Vagnini: "Assistenza domiciliare h24 7 giorni su 7"

di Simone Pesci

Nel 2035 gli abitanti over 65 residenti a Ferrara e provincia, secondo il servizio statistico regionale, saranno il 32,7% della popolazione, con picchi del 38% in alcuni comuni del Basso ferrarese, contro il 28,4% in Emilia Romagna. Se poi si aggiunge il più basso tasso di natalità regionale e il record, sempre ferrarese, dell’invecchiamento della popolazione, ecco che il convegno organizzato da Spi-Cgil diventa strettamente attuale.

All’incontro ha preso parte anche l’assessore alla sanità Chiara Sapigni, che parte nel parlare di trasversalità come “concetto chiave del piano sociale sanitario Regionale nel prossimo triennio 2017-2019”, che deve tenere presente concetti come “prossimità nella conoscenza reciproca fra cittadini e di partecipazione, che è una chiave di lettura che può dare qualche logica di innovazione”. Per far fronte a più dei 6mila ultra 75enni che vivono soli e dei 1092 che coabitano con un assistente nel comune di Ferrara, Sapigni introduce un altro concetto, quello della domiciliarità, sulla quale “probabilmente ci si deve porre degli interrogativi, bisogna capire quali strumenti adottare, se dare qualcosa di diverso alle persone per non metterle in difficoltà senza istituzionalizzare il tutto”.

Le fa eco il direttore generale dell’Ausl Claudio Vagnini: “Ho un sogno che è quello di offrire assistenza domiciliare h24 7 giorni su 7”. Che non può essere garantita “per un problema di risorse, non si hanno fondi per andare ad assumere e formare personale”. I finanziamenti pubblici per la sanità, secondo Vagnini, non sono più sufficienti: “110 miliardi a livello nazionale non bastano per far fronte alle esigenze richieste sulla base del crescente invecchiamento della popolazione”.

Spi-Cgil, dal canto suo, ha elaborato assieme ai dirigenti e ai medici della sanità ferrarese delle proposte concrete, come spiega il segretario locale del sindacato Franco Stefani: “Uno sviluppo del Distretto ferrarese, una riconversione della rete ospedaliera, una Casa della Salute aperta 24 ore per ogni distretto sono cose che vanno fatte. Ma anche un programma per portare l’aumento della ricettività delle strutture di accoglienza, la miglioria degli spazi pubblici urbani e dei trasporti, oltre ad un corretto stile di vita”.

Bruno Pizzica, segretario generale di Spi-Cgil Emilia Romagna, crede che “siamo di fronte ad un quadro molto chiaro di una crescente fragilità sociale ed economica, con la riforma Fornero che produrrà pensionati sempre più poveri, che rappresentano uno dei problemi più grossi della società”.

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