Mar 7 Nov 2017 - 155 visite
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“Meno spreco più solidarietà”, i dati a un anno dal progetto

Donati dall'Azienda Ospedailera 1.872 primi, 1.733 secondi, 1.356 contorni e 815 pizze all'associazione Viale K-Casa di Stefano

Si è concluso il primo anno di collaborazione tra l’Azienda Ospedaliero–Universitaria di Ferrara e l’Associazione Viale K-Casa di Stefano, realtà a cui il S.Anna devolve quotidianamente i pasti non consumati dalla mensa dei dipendenti dell’Azienda preparati da Serenissima Ristorazione Spa.

Nel corso del 2017 sono stati donati 1.872 primi, 1.733 secondi, 1.356 contorni e 815 pizze.

Il progetto #menosprecopiusolidarieta è nato un anno fa grazie all’intuizione della dottoressa Melissa Teodorini e della Direzione delle Professioni Sanitarie che, insieme alle dietiste dell’Azienda – Simona Colombari, Cristina Sgarbi e Annachiara Piva – hanno costruito e contribuito alla realizzazione del progetto.

La disponibilità a collaborare del capo centro del Servizio Ristorazione di Serenissima, Stefano Veronesi, ha mosso l’Azienda a trovare una onlus che avesse le caratteristiche necessarie per ricevere questo “piccolo dono”: ovvero vicinanza alla struttura ospedaliera e un numero di ospiti non troppo elevato.

In via sperimentale è stata scelta la struttura di “Casa Ginestra” dell’Associazione Viale K, gestita da don Domenico Bedin, che si trova a Cocomaro di Focomorto e ospita circa 20 persone. Alla chiusura del self-service dell’Ospedale di Cona le porzioni rimaste nei banchi scalda-vivande sono quotidianamente raccolte dagli operatori addetti al servizio mensa (Annalisa Camatari e Sulpizio Gilles). I pasti vengono trasferiti all’interno di contenitori alimentari e successivamente introdotti all’interno di una macchina che abbatte la temperatura rendendo sicure le pietanze per un utilizzo successivo. I cuochi Franco De Luigi e Melisa Bizzi, dopo il tempo necessario per il raffreddamento, tolgono i contenitori con le pietanze e li consegnano al signor Armando dell’Associazione K, autista e cuoco della Casa.

Il ritiro delle casse termiche contenenti i pasti che arrivano per la cena sulle tavole dei commensali, ai quali sono stati destinati, rappresentano un dono per chi lo offre e per chi lo riceve che ricorda a tutti l’importanza di dedicare un po’ di attenzione, di tempo e un po’ di sé agli altri.

“Per la nostra struttura d’accoglienza questo progetto è un grande dono – ha messo in evidenza don Bedin –  perché il cibo che arriva è ottimo ed è pronto per essere consumato. Per noi questa esperienza si è dimostrata molto positiva e ci auguriamo che possa continuare nel tempo. Cogliamo l’occasione per ringraziare l’Azienda Ospedaliera per l’opportunità che ci ha dato e che ci permette di migliorare la qualità di vita dei nostri ospiti”.

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