Lun 23 Ott 2017 - 276 visite
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Cia Ferrara, 40 anni tra Europa, ambiente e sfide del futuro

L’associazione ha assegnato i riconoscimenti agli agricoltori e ai dirigenti che hanno contribuito alla crescita dell’organizzazion

La storia di Cia – Agricoltori Italiani Ferrara raccontata attraverso i volti dei suoi protagonisti, le splendide voci del Coro delle mondine di Porporana e uno spettacolo teatrale divertente e irriverente.

Questi gli ingredienti dell’evento organizzato per celebrare i primi 40 anni di attività dell’organizzazione – nata del dicembre del 1977 come Confederazione italiana Coltivatori (Cic) e poi diventata Confederazione Italiana Agricoltori – che si è svolto domenica 22 ottobre alla Sala Estense di Ferrara. La serata è stata aperta dall’intervento del presidente provinciale Stefano Calderoni, che ha ripercorso la storia di Cia e ha parlato di un’agricoltura più forte ed europea, come era già stata pensata nel 1973 da Giuseppe Avolio, primo presidente dell’associazione.

«Il pensiero della Confederazione è sempre stato quello di coniugare il locale al globale, puntando sull’unità per competere in campo internazionale. Avolio credeva che un mondo agricolo frammentato fosse condannato alla marginalizzazione e il suo pensiero è assolutamente attuale, tanto che ora l’esigenza di collaborazioni forti è più che mai stringente. Da qui l’importante esperienza di Agrinsieme, che, nel rispetto dell’autonomia dei suo componenti, costituisce un fronte unito per le battaglie più importanti del settore».

Calderoni ha continuato parlando della relazione tra agricoltori e ambiente. «L’agricoltura è profondamente legata al territorio, perché costruisce e modella il paesaggio. Basta pensare alle opere di bonifica e alle idrovore, senza le quali gran parte del territorio ferrarese sarebbe un’area improduttiva e probabilmente disabitata. Agricoltura vs ambiente è ormai solo ambientalismo di maniera, che nulla ha a che fare con una realtà dove gli agricoltori sono i primi a lavorare per la salvaguardia dell’ambiente e del suolo. Fondamentale sarà per l’agricoltura del futuro la corretta distribuzione della risorsa idrica, per assicurare prodotti di qualità e cibo per tutti.»

Il presidente Cia ha concluso il suo intervento ringraziando generazioni di braccianti e contadini che sono riusciti, attraverso lotte importanti, a diventare imprenditori e imprenditrici. «Questa sera vogliamo consegnare un riconoscimento a chi ha contribuito ad affermare i valori della nostra organizzazione e si è battuto con dignità per il riconoscimento della centralità del settore primario».

Riconoscimenti che sono stati consegnati a: Luca Garuti, Fabio Cavicchioli, Vanni Branchini, Sergio Cervellati, Sofia Trentini, Learco Fabbri, Andrea Bandiera, Lorenzo Boldrini, Luigi Monterastelli, i familiari di Oriente Pevere, i familiari di Gaetano Boldrini, Rina Paparella, Nino Cattin, Marco Marchesi, i famigliari Gastone Turola, Vanni Rolfini, Giuliano Farinelli, Antonio Fioravanti, Edgardo Vassalli, e i familiari Omero Benazzi.

La serata si è conclusa con la divertente commedia teatrale “Io mangio, tu produci, egli controlla. La veritiera grammatica e sacrosanta dell’alimento sano e garantito”, scritta e interpretata da Andrea Poli e dalla “Piccola compagnia del Tellus”.

Uno spettacolo pensato ideato per spiegare agli studenti il fondamentale ruolo dell’agricoltura e la bravura degli imprenditori agricoli ferraresi, che lavorano ogni giorno per ottenere prodotti garantiti da marchi nazionali ed europei, che salvaguardano il consumatore e l’ambiente.

La celebrazione per il quarantennale di Cia Ferrara è stata accompagnata dagli interventi musicali delCoro delle Mondine di Porporana, che hanno interpretato alcune delle loro cante più significative. Ha presentato l’evento Vittoria Tomasi, conduttrice e scrittrice ferrarese.

Gli appuntamenti per le celebrazioni del quarantennale di Cia Ferrara continueranno il prossimo 11 novembre, a Villa Vittoria (Filo di Argenta), con un evento pensato assegnare altri riconoscimenti agli imprenditori agricoli, con particolare attenzione alla capacità di innovazione delle nuove generazioni.

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