ven 13 Ott 2017 - 1042 visite
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Bologna-Spal. Franco Fabbri e quei derby anni ‘80

Sul pronostico: “Mi auguro che possa uscire dal Dall’Ara con un risultato positivo”

 di Simone Pesci

Ferrarese doc, del quartiere Barco, ma con un passato importante nel Bologna. E’ la storia di Franco Fabbri, mediano e difensore, cresciuto nelle giovanili della Spal – che ha anche allenato in epoca Butelli, ora invece allena gli allievi della Copparese -, ma che in maglia rossoblù, dove ha militato dal 1980 al 1985 giocando gli unici suoi derby, ha realizzato il sogno di ogni bambino che calcia un pallone: quello di esordire in serie A.

La casacca spallina, invece, rappresenta il punto di inizio e la chiusura da calciatore, con un intermezzo nel 1979-1980. Ma sono le 5 stagioni bolognesi, inevitabilmente, a occupare un posto speciale nel cuore di chi, da bambino, andava allo stadio Paolo Mazza a tifare per la Spal.

Franco Fabbri. Da doppio ex, come erano i suoi derby disputati negli anni ‘80?

C’era un bellissimo ambiente. Ricordo quello del 1983-1984 in serie C al Dall’Ara come più emozionante, quando c’era la curva San Luca piena di ferraresi. Vinse il Bologna 1-0 e in panchina alla Spal c’era Giovanni Galeone, erano due squadre che giocavano davvero bene.

Com’è per un ferrarese giocare un derby con la maglia del Bologna?

A essere sinceri quando giochi dimentichi ogni cosa. Non pensi alle tue origini, sei in campo e dai tutto per vincere.

Com’erano vissuti i derby durante la settimana da voi giocatori e dall’ambiente?

Parliamo sempre degli anni ‘80. C’era molta meno esposizione mediatica, quindi l’ambiente era più tranquillo e sereno. Era così anche per noi calciatori: sì, pensavamo al derby però per noi era una partita come un’altra. L’unico vero pensiero era quello di fare risultato.

C’è mai stato qualcuno che le ha riservato degli sfottò per il fatto di essere un ferrarese in maglia rossoblù?

Nulla in particolare. A Ferrara e Bologna avevo amici, con alcuni dei quali mi sento ancora adesso. Magari qualcuno faceva qualche battuta scherzosa, ma poi la cosa era reciproca e finiva lì.

Qual è la sensazione che le dà il fatto che il suo nome sia finito sulla seconda maglia del Bologna, insieme a tutti quelli che hanno superato le 100 presenze in maglia felsinea?

Devo dire la verità, non me l’aspettavo. Ma è una cosa molto bella, mi riempie d’orgoglio ed è un motivo di grande soddisfazione per quello che ho fatto in quello che è pur sempre un gioco e un divertimento.

Parliamo invece della Spal. Che squadra è riuscita a costruire Vagnati, otterrà l’obiettivo prefissato?

Innanzitutto bisogna mettere in preventivo che molte partite si possono perdere. L’ambiente deve esserne consapevole e stare sereno. La squadra invece deve mettere la giusta cattiveria e imparare a spazzare il pallone quando c’è da farlo. Tutto sommato direi che sì, ce la può fare: ci sono 7-8 squadre con cui se la può tranquillamente giocare.

Che partita sarà il Bologna-Spal di domenica?

Spero che sia una bella partita, ben giocata ed emozionante. Mi auguro che la Spal possa uscire dal Dall’Ara con un risultato positivo.

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