gio 12 Ott 2017 - 3196 visite
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Matricole senza casa, Unife corre ai ripari con l’aiuto degli agenti immobiliari

La Fimaa ha trovato alloggi a 200 studenti ma 500 sono ancora in attesa. Tavolo di lavoro in rettorato

Unife corre ai ripari per trovare casa alle tante matricole che, dopo il boom di iscrizioni all’ateneo e la conseguente caccia agli alloggi disponibili per gli studenti, sono ancora alla ricerca disperata di un posto letto.

Il rettore Giorgio Zauli, d’intesa con il Comune, ha convocato per lunedì 16 ottobre un tavolo di lavoro allargato a istituzioni e operatori del territorio “che a vario titolo possano contribuire a trovare soluzioni abitative in tempi stretti”.

Tra gli invitati alla ‘tavola rotonda’ c’è anche la Fimaa Confcommercio, la federazione che raggruppa gli agenti e mediatori immobiliari, per tentare di risolvere un problema che sta diventando sempre più pressante per i neo universitari forestieri ora che le lezioni sono iniziate. Facile immaginare l’angoscia dei giovani che hanno un posto al banco ma non un tetto sopra la testa.

“Come agenzia abbiamo chiuso 65 contratti di affitto in 10 giorni, sistemando 200 ragazzi e registrando un ottimo risultato senza nessun aumento dei prezzi”, rivela Roberto Marzola, presidente provinciale e regionale della Fimaa, che però non ha tempo per festeggiare questo “record”.

“La fila è ancora lunga, c’è tantissima richiesta e stimiamo almeno 500 ragazzi ancora in attesa – riferisce l’agente immobiliare -. Con la signora che ha pubblicato l’offerta di soggiorno a Marinella di Selinunte abbiamo chiuso il contratto ieri, senza accettare ovviamente la vacanza, ma in poche ore ho ricevuto e risposto a 93 richieste di genitori e ragazzi disperati. Se prima cercavano appartamenti solo in centro storico, oggi sono disposti a spostarsi a Villa Fulvia, Barco, Pontelagoscuro, via Pomposa…”.

Siamo alla ricerca di altri immobili – annuncia il presidente degli agenti immobiliari – contattando i proprietari di case sfitte in vendita per convincerli a darle in locazione, soprattutto gli immobili arredati perché per quelli non arredati è molto più difficile affittarli per un anno. Stiamo trovando massima disponibilità da parte dei proprietari ma abbiamo bisogno della collaborazione di tutti per accontentare le tante richieste”.

Ma l’incremento di iscrizioni e di conseguenza delle richieste di abitazioni non poteva essere programmato e gestito prima che diventasse un’emergenza? “Noi non lo sapevamo, ci siamo trovati a dover correre dalla mattina alla sera – replica Marzola -. Se avessimo organizzato un incontro prima sarebbe stata una cosa positiva ma la polemica distruttiva non serve a niente e a nessuno. E poi vedere la città piena di studenti è un bel vedere”.

I toni polemici non mancano invece nelle considerazioni di Paolo Orsatti, presidente Ferrara Concreta, secondo il quale “purtroppo è endemico nella nostra città autocommiserarsi e piangersi addosso, come fa un consigliere comunale estense (Leonardo Fiorentini, ndr), scaricando sempre ad altri responsabilità per poi non far nulla di concreto. È indubbio che, per una serie di fattori positivi e concomitanti, l’università di Ferrara ha avuto un boom di iscrizioni tale da non essere ragionevolmente prevedibile nell’entità“.

“Ora la città dopo anni di abitazioni sfitte, fattore che ha comportato il non procedere a effettuare le manutenzioni degli stessi, di mancati investimenti in nuove abitazioni da destinare al mercato delle locazioni, si trova di fronte ad un improvviso e repentino cambiamento positivo – nota Orsatti -. Il totale degli alloggi pronti e sfitti a Ferrara non è assolutamente così elevato come indicato. Inoltre, sollecitate dall’eccezionalità del momento, le agenzie immobiliari sono in prima linea nel cercare di soddisfare le richieste, pur avendo sostanzialmente terminato gli immobili in offerta”.

“Già lunedì si terrà un incontro organizzato dall’università con tutti gli operatori del settore ed istituzionale per venire incontro, tutti insieme, alle esigenze – ribadisce il numero di Ferrara Concreta -. Ma oltre ad affrontare uniti il momento precipuo, se il fenomeno risultasse non un picco ma una costante, bisognerà intervenire in maniera strategica: un rilancio nel settore delle ristrutturazioni edilizie, nuovi investimenti nel settore immobiliare finalizzato alla locazione da parte del settore privato e non solo, un bollino di qualità del livello qualitativo degli immobili offerto a garanzia degli studenti, un pesante controllo per evitare lievitazioni di prezzo ingiustificate. In pratica rimbocchiamoci le mani ed agiamo”. Ex labore fructus, che il motto Unife porti i suoi frutti?.

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