Fox Bompani, il concordato non regge: verso la vendita dello stabilimento di Ostellato
La crisi della Fox si aggrava: il concordato dovrà essere rivisto, con la vendita dello stabilimento di Ostellato e oltre 50 esuberi tra le ipotesi sul tavolo
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Coperion proroga l'attività dello stabilimento di Ferrara fino a marzo 2027 con gli attuali occupati, mentre la Regione chiede il ritiro della procedura di licenziamento collettivo e l'avvio di un percorso per garantire la continuità industriale
Nuovo credito (mezzo milione di euro) per le imprese ferraresi e ravennati e a minor costo, con un’iniezione, per il tramite dei Confidi, di mezzo milione di euro
I sindacati intimano a Coperion di ritirare o sospendere i licenziamenti entro il prossimo incontro, altrimenti sono pronti a proclamare lo sciopero
Dove eravamo rimasti? Ad un'intervista “rimandata” al giudice Francesco Maria Caruso, l'anno scorso, alla vigilia del ricordo della strage del 2 Agosto. Non poté farsi allora quell'intervista

Giuseppe Vancini
“Ferrara è un’area deindustrializzata complessa”. Così la Confartigianato Ferrara, per voce del direttore, Giuseppe Vancini, e del suo vice, Paolo Cirelli, a pochi giorni dalla consulta provinciale sull’economia, in cui è stato presentato il documento di sintesi di sviluppo territoriale elaborato da Ervet e Sipro.
E in cui si è detto che l’ipotesi di passaggio da area industriale non complessa a complessa può essere una soluzione, ma non un obiettivo. E mentre i soggetti economici valutano il documento, la Confartigianato anticipa alcune considerazioni: “Servono progetti mirati, che tengano conto delle piccole aziende, che da sempre costituiscono l’ossatura del territorio. Bisogna riservare all’artigianato legislazioni speciali, esattamente come un tempo, quando c’erano regimi fiscali e sistemi di accesso al credito ad hoc, quando c’era un apprendistato totalmente decontribuito che facilitava le assunzioni”.
Alla Regione, “cui spetta la competenza in materia di artigianato”, l’associazione fa presente che «guardare al passato, quando esisteva addirittura un assessorato dedicato, non sarebbe un passo indietro ma una soluzione».
A parlare, secondo Vancini e Cirelli, sono gli stessi dati dell’Osservatorio della Camera di Commercio, secondo cui, misurata la produttività in termini di valore aggiunto, “Ferrara, nell’ultimo anno, cresce ‘solo’ dell’1,1 % grazie a grande imprese ed export, contro una media regionale dell’1,4 %”. Il che significa che la ripresa delle ‘grandi’ non compensa il calo delle ‘piccole’. Un dato che, se confrontato ai livelli pre crisi, ossia al 2007, “quando l’artigianato era forte”, mostra un calo del 12,5%, contro l’1,8% regionale. Ergo, “Ferrara ha una concentrazione di piccole aziende di cui si deve tenere conto, senza fare di tutta l’erba un fascio”.
Il colpo di grazia arriva dal cosiddetto burofisco, con circa 210 scadenze all’anno, 4,4 alla settimana, di cui 26 il solo mese di ottobre (dati Centro Studi Confartigianato). La conclusione: “Il punto non è solo rientrare tra le aree industriali complesse o rimanere tra quelle non complesse. Il punto è che non tutte le imprese possono essere trattate allo stesso modo e soprattutto le ‘piccole’ da ‘grandi’”.
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