Dom 8 Ott 2017 - 301 visite
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Primo giorno per l’esperimento teatral-sociale di Bonsai

Sabato l'anteprima della rassegna di microteatro con tre lavori ‘ferraresi’

di Federica Pezzoli

Una scelta precisa quella degli organizzatori di “Bonsai”, primo festival di microteatro a Ferrara: aprire questa rassegna, che è anche esperimento teatral-sociale, con lavori creati a Ferrara o per Ferrara.
Ecco perché Ferrara Off e Progetto Píndoles di Barcellona, per sabato 7 ottobre hanno scelto: “Giro solo esterni con aneddoti”, una produzione Costa-Arkadiis, interpretato da Marco Sgarbi con la regia e la partecipazione di Giulio Costa, e “La Venere Nera” di Andrea Lugli con Liliana Letterese, produzione della compagnia ferrarese Il Baule Volante. L’inaugurazione è stata però alle 15, quando sono cominciate le passeggiate di “Lettere anonime per un camminatore”, della modenese Compagnia Amigdala, una performance site-specific che si ridisegna ogni volta con suoni e voci del quartiere nella quale si svolge.
Lettore mp3 alla mano, lo spettatore è in cammino e in ascolto – e forse in fondo è la stessa cosa – solo, o meglio accompagnato da una presenza, che gli parla: qualcuno che nel prosieguo può prendere forma e voce nelle ignare persone che incrocia o negli alberi che lo accompagnano e sui quali l’anonimo mittente della missiva che sta ascoltando ha lasciato messaggi.

Mentre si intrecciano la dimensione sonora della memoria e le narrazioni degli abitanti del luogo, chi abita lì da sempre e chi vi è giunto da pochi anni al termine di un lungo viaggio, il ‘camminatore’ è contemporaneamente dentro e fuori il Quartiere Giardino, osservatore e protagonista, e si trasforma in un flaneur che si smarrisce fra le strade come fra le pagine di un libro, fino a che non è più “che una camminata nel vento”. “Bisogna che la gente cambi” afferma un inconfondibile ferrarese doc, mentre il camminatore giunge infine a una meta: una poltrona vuota nel mezzo del campo dello Stadio Mazza, perché la gente non siamo altro che noi.

Le altre due piéce di microteatro si svolgono invece all’interno della Factory Grisù.

“Giro solo esterni con aneddoti”, vincitore del Premio Tuttoteatro.com alle arti sceniche “Dante Cappelletti” 2011, è un episodio di un progetto più vasto, una galleria di mestieri e persone al lavoro: Marco Sgarbi è la guida turistica che evoca davanti agli spettatori-turisti il portale del Duomo, il Mercato delle Erbe, il miracolo avvenuto nella chiesa di Santa Maria in Vado, li accompagna lungo via degli Adelardi sotto le finestre che furono di Copernico e davanti all’osteria più antica della città, fino all’Orto degli ebrei, il cimitero ebraico di via delle Vigne. Di tanto in tanto la comitiva viene disturbata dalle incursioni del turista Costa: ora del tipo erudito-contemplativo ora del tipo compulsivo, di quelli che guardano tutto da dietro l’obiettivo del proprio smartphone.

Sgarbi mima architetture e scandisce nomi come a voler ricreare la città nella mente dello spettatore: “Avete visto ciò che volevate vedere” e la guida, bagaglio alla mano, si accomiata pronta per una nuova comitiva.

“La venere nera”, narrata da una intensa Liliana Letterese, sembra uscita dalla penna di Eta Hoffman: è una storia di amore, di desiderio e di destino, nella quale una statua all’apparenza innocua porta alla rovina un intero villaggio, che finisce avvolto nella nebbia al suono sinistro di una campana.

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