gio 21 Set 2017 - 428 visite
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Dall’oblio al restauro, il Bononi si prepara alla mostra

Torna a risplendere l'Incoronazione della Vergine nella chiesa di Santa Maria in Vado

Venerdì 22 settembre alle 18 presso la chiesa di Santa Maria in Vado tornerà a risplendere, dopo cinque anni di oblio, l’Incoronazione della Vergine di Carlo Bononi. La grande tela è il fulcro del ciclo realizzato tra il 1616 e il 1617 che impreziosisce il soffitto della basilica: un’impresa che, per significati e dimensioni, rappresenta il più grande capolavoro del Bononi e del Seicento a Ferrara.

Rimossa dalla sua abituale collocazione nella crociera del tempio a seguito del sisma del 2012, l’opera aveva rivelato uno stato di conservazione drammatico: l’azione combinata di volatili, topi, insetti e attacchi microbiologici aveva infatti inferto danni ingenti alla tela e alla pellicola pittorica.

Dopo un primo intervento d’urgenza compiuto nel 2013, finalizzato a fermare l’avanzamento del degrado, il quadro è stato restaurato durante l’estate 2017 grazie al finanziamento messo a disposizione dal Cias (Centro Ricerche Inquinamento Fisico Chimico Microbiologico Ambienti Alta Sterilità) dell’Università di Ferrara e dal Consorzio Futuro in Ricerca e all’accordo sottoscritto con la parrocchia dell’Annunciazione di Santa Maria in Vado. L’intervento è stato condotto da Fabio Bevilacqua, restauratore tra i più apprezzati, sotto l’Alta Sorveglianza della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Bologna e Ferrara.

Contestualmente al restauro, il Cias ha condotto attività di analisi finalizzate alla messa a punto di tecniche di decontaminazione microbiologica di manufatti artistici e allo studio delle caratteristiche fisico chimiche della pellicola pittorica e dei pigmenti utilizzati. Le attività di laboratorio si sono avvalse delle competenze di diversi altri gruppi di ricerca dell’Università di Ferrara che hanno contributo attivamente allo sviluppo del progetto.

Al termine di queste complesse operazioni, la tela è tornata così al suo antico splendore e sarà esposta in un apposito spazio disegnato da PanStudio architetti associati e illuminato grazie a DatteroLuce di Ferrara e a numerosi altri professionisti, artigiani ed aziende, che hanno contribuito pro-bono. L’allestimento darà l’opportunità di ammirare da vicino questo capolavoro del Seicento, che al termine della mostra dedicata a Carlo Bononi verrà ricollocato nella sua posizione originale nel transetto della basilica, a circa venti metri da terra.

Grazie ad un altro accordo tra il Cias, la parrocchia, il Consorzio Futuro in Ricerca, il Comune di Ferrara (con i suoi Musei di Arte Antica) e la Fondazione Ferrara Arte questa esposizione si lega alla mostra “Carlo Bononi. L’ultimo sognatore dell’Officina ferrarese”, la prima monografica mai realizzata sull’artista, che si terrà a Palazzo dei Diamanti dal 14 ottobre al 7 gennaio, curata da Giovanni Sassu e Francesca Cappelletti: un’eccezionale occasione per immergersi nell’arte di questo straordinario protagonista del XVII secolo, amato e stimato da artisti del calibro di Guercino e Guido Reni. Nel corso della presentazione il musicista danese Mikael Leth terrà un concerto d’organo con musiche di Girolamo Frescobaldi (1583 – 1643) e composizioni originali.

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