Sab 9 Set 2017 - 595 visite
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Sanità, per Paola Boldrini (Pd) “sbagliato aver reso le Regioni autonome”

La deputata è intervenuta alla Festa de l'Unità di Pontelagoscuro: "Dovremo migliorare in efficienza"

di Alberto Canevazzi

“La riforma costituzionale avrebbe aiutato molto a superare questa situazione per cui ogni regione è assolutamente indipendente dalle altre e dallo Stato”. L’onorevole Paola Boldrini, venuta venerdì sera alla Festa de l’Unità di Pontelagoscuro, è ancora amareggiata dall’esito dell’ultimo referendum costituzionale.

“Nonostante questa situazione sfavorevole – prosegue la deputata – in questi anni di governo abbiamo incrementato il Fondo sanitario nazionale, portandolo da 111 a 113 miliardi, e abbiamo intenzione di aumentarlo di altri due nel 2018. Inoltre, è stata privilegiata la ricerca sui farmaci oncologici e sui farmaci innovativi, come quelli contro l’epatite C, che hanno portato ottimi risultati”.

“Tutto questo però non è ancora sufficiente, e dovremo migliorare in efficienza, dato che è evidente come ci siano regioni che viaggiano in prima e altre che sono già in quarta”.

Oltre ai problemi territoriali, la deputata rimarca “l’importante cambiamento demografico in atto, per cui si sta innalzando l’aspettativa di vita e che ci obbliga ad avere nuove vedute sulla sanità”.

La serata di Pontelagoscuro però non è stata esclusivamente di tipo politico, ma anzi molto spazio è stato lasciato a Claudio Vagnini, direttore generale Ausl Ferrara, il quale prima concorda con l’onorevole nel dire che “rendere le regioni autonome in termini di sanità fu una scelta errata”, poi offre la sua visione sulla situazione del nostro territorio: “Nel ferrarese c’è la brutta abitudine di non valorizzare gli ottimi servizi che ci sono. Basti pensare che le tre migliori case della salute in Emilia sono proprio quelle nelle nostre zone”.

Le case della salute sembrano essere il principale cambiamento che avverrà nell’immediato futuro, vengono viste come “strutture che snelliranno e agevoleranno il lavoro del pronto soccorso”. Sandro Guerra, direttore Cure Primarie Ausl Ferrara, annovera queste strutture fra i servizi fondamentali: “Le case della salute servono per mantenere un contatto diretto fra medico e paziente, un rapporto che non potrebbe essere sostenuto da nessun ospedale. Ulteriori sviluppi per il territorio saranno il nuovo accordo fra i medici di medicina generale, e le centrali di dimissione di continuità assistenziale, che aiuteranno i pazienti nel percorso fra la dimissione dall’ospedale ed il rientro alle proprie case”.

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