Dopo ventuno anni, Federico ancora nel cuore
"Aldro vive con noi". Il coro si alza ancora una volta, instancabile, a Ferrara, a ventuno anni dall'uccisione di Federico Aldrovandi
"Aldro vive con noi". Il coro si alza ancora una volta, instancabile, a Ferrara, a ventuno anni dall'uccisione di Federico Aldrovandi
È stato fissato per il 20 gennaio l'inizio per il processo di appello a carico di Vito Mauro e Giuseppe Di Gaetano per l'omicidio volontario aggravato del 43enne Davide Buzzi e per quello tentato del 23enne Lorenzo Piccinini
Dopo la chiusura delle indagini, è stato chiesto il rinvio a giudizio per un 24enne di nazionalità italiana, accusato di aver venduto cocaina a Edoardo Bovini, il 19enne morto nella notte tra il 12 e il 13 agosto 2023 davanti al Big Town, a seguito di un improvviso malore collegato all’assunzione della sostanza stupefacente
È di quattro persone ferite il bilancio del grave incidente avvenuto nel pomeriggio di venerdì 25 settembre, attorno alle 17.30, sulla statale Romea, all'altezza di Vaccolino
Un involucro con 113 grammi di hashish e un bilancino di precisione è stato trovato dai carabinieri all’interno di un’area verde pubblica di Portomaggiore
Un trasferimento dal carcere dell’Arginone verso altre strutture che ben presto è degenerato in un parapiglia: i detenuti si sfilano le magliette, tirano fuori delle piccole lame, minacciando gesti di autolesionismo e di colpire gli agenti di polizia penitenziaria presenti. Alcuni di essi reagiscono quando gli stessi agenti intervengono per bloccarli, mandandone almeno uno a terra.
Un fatto avvenuto nell’ottobre 2014 nel carcere di Ferrara per il quale sono oggi a processo cinque persone, quattro provenienti dalla Tunisia e una dall’Algeria, con l’accusa di minacce, lesioni personali e resistenza a pubblico ufficiale.
Proprio gli agenti presenti al momento della ‘rivolta’ sono stati chiamati a testimoniare davanti al giudice Carlo Negri nell’udienza di venerdì pomeriggio in tribunale a Ferrara. Dai loro racconti si apprende di come siano iniziate le offese – spesso pesanti – e le minacce, come “uccido tua madre”, da parte di alcuni dei detenuti coinvolti al momento in cui hanno appreso che sarebbero stati trasferiti.
Ma tutto è poi degenerato quando hanno iniziato a sfilarsi le magliette di dossi – gesto che un agente, per esperienza, ha spiegato essere il segnale di un’intenzione di avere una colluttazione – e hanno tirato fuori delle lamette, quelle concesse in carcere e nascoste da alcuni nella bocca, minacciando azioni gravi nei confronti degli agenti e anche contro se stessi.
Il personale del carcere è poi riuscito – non senza fatica – a riportare all’ordine la situazione e ora è il momento del processo. L’udienza è stata aggiornata a gennaio 2018.
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