Dom 23 Apr 2017 - 6303 visite
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Verso il 25 Aprile. Corradi (Pd): “Dall’Anpi posizioni antisemite”

Il coordinatore della mozione Renzi non risparmia neanche la Cgil: “Non sono interlocutori seri e affidabili”

Tommaso Corradi con Renzi (foto di Alessandro Castaldi)

di Mattia Vallieri

E’ stato un errore quello dell’Anpi di schierarsi per il No al referendum, ha creato confusione in chi si impegnava nel partito e nell’associazione ed ha assunto posizioni antisemite nella decisione di ammettere al corteo del 25 Aprile gruppi palestinesi”. Sono queste le parole che arrivano a pochi giorni dalle celebrazioni della Liberazione da Tommaso Corradi, coordinatore provinciale per la mozione Renzi, durante un dibattito pubblico a Palazzo della Racchetta con Massimo Maisto, suo omologo per la mozione Orlando.

Inutile sottolineare come la frase del consigliere comunale di Bondeno – membro tra l’altro dell’Anpi matildeo – abbiano creato mugugni e polemiche all’interno della sala gremita, con il segretario provinciale Luigi Vitellio in prima fila a sgranare gli occhi, ed è lo stesso Corradi che successivamente ha provato a correggere il tiro. “Le mie parole erano rivolte ai gruppi palestinesi, al cui interno spesso ci sono posizioni antisemite e che sono stati ammessi al corteo del 25 Aprile – afferma il giovane coordinatore renziano, che tuttavia non è stato inserito nella lista dei delegati all’assemblea nazionale -. Per fortuna non tutta l’Anpi è su questa posizione ed, ad esempio a Milano, si è riconosciuto il ruolo fondamentale delle Brigate ebraiche per la Liberazione”.

L’incontro, moderato dal direttore di estense.com Marco Zavagli, aveva come scopo quello di presentare al pubblico le due mozioni per la segreteria Pd ed ha visto diversi punti di distanza tra Maisto e Corradi, ad iniziare dal ruolo del leader nella politica attuale. Se da un lato il vicesindaco sostiene che nel partito “c’è bisogno di leader ma anche di idee e confronto”, dall’altro il consigliere provinciale ritiene Renzi “un leader popolare di cui il Pd non può fare a meno”.

Ci sono differenze su come ci si immagina il partito e come arrivare a governare, bisogna tornare ad un partito forte e strutturato e Renzi divide più di unire” replica Maisto, un pensiero questo che vede in disaccordo Corradi. “Renzi ha sempre portato avanti la concertazione con tutti ma poi a differenza del passato si arriva ad una decisione e si prosegue – ribatte il consigliere bondenese -. A volte può sembrare antipatico ma un politico va valutato su cosa fa e di riforme il suo governo ne ha fatte tante che aspettavamo da prima della nascita del Pd”.

Anche sul tema alleanze e ruolo del segretario-premier i pensieri dei due coordinatori sembrano divergere parecchio. Secondo Maisto “abbiamo bisogno di una classe dirigente che unisca un centrosinistra più ampio possibile nonostante la grande confusione anche fuori dal Pd. Anni fa ero grande fan della proposta di Veltroni in cui si diceva che il segretario era anche il candidato presidente del consiglio, ma eravamo di fronte ad un bipartitismo, oggi c’è un sistema tripolare e vanno trovate altre forme”.

Non la pensa così Corradi: “Pensare a primarie di coalizione mi fa venire i brividi ricordando il passato ed è giusto che il segretario sia anche il candidato premier perché rafforza la catena tra partito e governo – dichiara il segretario dem del circolo di Bondeno -. Non voglio più vedere larghe alleanze con Ncd ma ci sono grandi distanze anche con chi è uscito dal Pd”.

Entrambi i due coordinatori chiedono “una legge elettorale maggioritaria” ed è Maisto a puntare ancora il dito contro l’ex premier e la sconfitta referendaria. “Se non si analizza con freddezza, come chiede Orlando, cosa è successo con il referendum si perderà ancora” spiega, non trovando d’accordo Corradi, secondo cui “il dibattito c’è stato, è partito il 4 Dicembre e finirà con le primarie dove il popolo Pd deciderà”.

Sempre sulla questione referendum arriva l’affondo del segretario bondenese verso tutto l’associazionismo vicino al centrosinistra che ha spinto per il No, accusato di essere “interlocutore poco serio e affidabile”. “Non credo che Cgil e Anpi avessero davvero timore di una deriva autoritaria o antidemocratica, piuttosto penso abbiano voluto farla pagare a Renzi – tuona Corradi -. La Cgil aveva una posizione aperta contro il governo per via del jobs act e ha voluto colpire con il referendum”.

Maisto, dal canto suo, non risparmia stoccate alle “tante persone a cui ho sentito dire durante i congressi ‘chi non è d’accordo con le riforme è perché difende dei privilegi’. È un atteggiamento sbagliato e più che stalinismo ritengo sia conformismo”.

Sul finale gli auspici dei due coordinatori, ed il portavoce della mozione Orlando sottolinea l’importanza che “il 30 Aprile tanta gente vada a votare e mi auguro ci sia la volontà di rilanciare il Pd in un’ottica di centrosinistra ampio. Troppe persone non si sono più iscritte e nessuno gli ha chiesto il perché e questa è una responsabilità comune”. “La speranza è che il 30 Aprile ci ritroveremo a lavorare insieme nel Pd chiunque vinca portando avanti il percorso riformista iniziato con Renzi e proseguito con Gentiloni” conclude Corradi.

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