Mer 22 Mar 2017 - 345 visite
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Gli avvocati ‘scioperano’ contro la riforma della giustizia penale

Saltano molte udienze, proclamato un ulteriore periodo di astensione ad aprile

Anche la Camera Penale Ferrarese ha aderito all’astensione proclamata a livello nazionale lo scorso 4 marzo contro le modifiche al codice penale e a quello di procedura. Già da lunedì molti processi infatti sono stati rinviati ad altra data per l’adesione di molti legali alla protesta.

Secondo la Camera Penale, le modifiche legislative contengono “una serie di provvedimenti di modifica del codice penale e del codice di procedura penale che si rivelano palesemente riduttivi dei diritti posti a garanzia dei cittadini, siano essi vittima di reato o persone sottoposte al processo. Tra questi provvedimenti, in particolare, desta preoccupazione l’introduzione di meccanismi di sospensione dei termini di prescrizione che porterà, inevitabilmente ad un indiscriminato allungamento dei tempi dei processi, con detrimento del diritto sia della vittima a vedere riconosciuta la responsabilità del presunto autore del reato in tempi brevi, sia dell’imputato ad essere giudicato (ed eventualmente riconosciuto innocente) in tempi ragionevoli. Non meno preoccupazione – scrive la Camera Penale estense – suscita, poi, la logica meramente efficientistica sottesa alla prevista estensione del ‘processo a distanza’ ai processi penali con detenuti che, in sfregio a principi convenzionali e costituzionali del giusto processo, impedisce all’imputato di partecipare attivamente al processo che lo vede coinvolto, sedendo accanto ed interloquendo con il proprio difensore. Infine, del tutto irrazionale appare il previsto inasprimento delle pene per alcuni reati essendo, ormai, dimostrata l’assoluta inefficacia di pene draconiane”.

A non essere gradita è anche la modalità di approvazione di modifiche così importanti per la giustizia: “Giunge, peraltro, notizia che, nonostante le aspre critiche sollevate nei confronti del voto di fiducia al Senato, il Governo è intenzionato a porre la fiducia anche per l’approvazione del testo alla Camera. Occorre, dunque, richiamare il Governo alla responsabilità politica di tale scelta, che finirebbe con il ribadire in maniera definitiva e irreversibile un atteggiamento di inammissibile disprezzo nei confronti del dibattito parlamentare, su interventi normativi che, non solo deprimono le garanzie del processo, ma comprimono i diritti degli accusati e rendono i processi interminabili”.

Per questo motivo la giunta dell’Unione delle Camere Penali Italiane ha indetto un ulteriore periodo di astensione per la settimana dal 10 al 14 di aprile. Segnalando, altresì, che “laddove venissero ingiustificabilmente superati i profili di metodo e di merito segnalati nella presente e nella precedente delibera, lo stato di agitazione della avvocatura penale sarà inevitabilmente mantenuto”.

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