Riqualificare lo stadio attuale o costruirne uno ex novo in un’altra area della città? E’ la domanda che ha tenuto banco per tutta la discussione sul Dup 2017-2019 (documento unico di programmazione), approvato oggi (martedì 28 febbraio) in consiglio comunale.
Il dibattito è partito dall’emendamento di Forza Italia che chiedeva di “ragionare sulla necessità di individuare un luogo adeguato per collocarvi il nuovo stadio della Spal”. Una scelta, secondo il capogruppo Vittorio Anselmi, ormai “improcrastinabile”, viste le “difficoltà di mantenere in efficienza l’attuale struttura” e la possibilità di collegarvi “una profonda riqualificazione urbanistica dell’attuale zona dello stadio Mazza”.
“La previsione del nuovo impianto era già inserita nel Psc (piano strutturale comunale) del 2007, che aveva individuato l’area adatta a ridosso del casello di Ferrara sud – ricorda Anselmi – ma oggi, dieci anni più tardi, siamo allo stesso punto. Manca una visione di lungo periodo per il futuro del Mazza che attualmente è una cattedrale di pessima qualità”. Insomma, per il gruppo forzista è necessario individuare almeno la zona, poi “le modalità con le quali si potrà un domani promuovere la realizzazione del nuovo stadio saranno individuate nelle diverse forme esistenti di partenariato pubblico e privato”.
La riposta dell’assessore Aldo Modonesi è chiara: “Bisogna valutare se questa città ha bisogno di un nuovo stadio o di rivalutare quello attuale in un quartiere da riqualificare”. Stesse riflessioni condivise da Tommaso Cristofori del Pd (“Ferrara è in grado di sopportare la costruzione di uno stadio nuovo dopo aver fatto i lavori al Mazza?”) mentre Alessandro Bazzocchi del M5S lamenta l’attuale ubicazione, “che pone problemi di vicinanza con il centro e la stazione”, e chiede una “struttura più adeguata e meglio interfacciata alla rete di comunicazione”, senza nulla togliere alla valenza dei lavori di adeguamento dello stadio attuale perché “se riqualifica un intero quartiere non è una spesa vana”.
A sorpresa, il consigliere Francesco Rendine (Gol) appoggia la proposta della Lega di “radere al suolo il Palaspecchi e trasferirvi lo stadio che comincia a essere obsoleto”; una “programmazione oculata che non verrà fatta da questa amministrazione perché non può ammettere di aver sbagliato la programmazione sul Palaspecchi”.
L’ultima parola spetta al sindaco Tiziano Tagliani, secondo il quale “non ci sono i presupposti per un nuovo stadio”. Il primo cittadino rigetta subito le accuse di scarsa lungimiranza: “Dal 2009, anno del mio primo mandato, ad oggi non ricordo vostri interventi sullo stadio e nel 2014, quando sono stato rieletto, il tribunale di Ferrara aveva appena dichiarato il fallimento della Spal. Neppure il mago Zurlì sarebbe stato in grado di dire che nel 2017 si sarebbe parlato di uno stadio da serie A. All’epoca mi sono limitato a prendere la gestione Butelli e quella immediatamente successiva e buttarle nel cestino e chiedere a Colombarini, presidente della Giacomense, di prendere le redini della Spal. E all’epoca non era così facile come oggi”.
Dopo il ragionamento politico, arriva quello tecnico. “Oggi, con l’ordinamento che abbiamo, andare a collocare noi come amministrazione un’area votata allo stadio produce una lievitazione enorme del valore di quei terreni. E’ vero che dopo ci sarà la negoziazione, ma intanto se io decidessi che lo stadio si fa nell’area Eridania di Pontelagoscuro piuttosto che vicino al casello di Ferrara sud, il proprietario dell’area si aspetterebbe un’asta di interesse pubblico preordinata all’esproprio”.
Le conseguenze non sarebbero quindi gestibili. Anche perché “oggi fare uno stadio, come sanno i sindaci di Torino e Roma, non è più un oggetto che serve allo sport ma è un volano di speculazione di carattere economico. Infatti lo stadio non si paga coi biglietti ma coi proventi di tutto quello che c’è intorno: multisale, piscine, supermercati… è questo che rende compatibile la realizzazione ma non sono investimenti compatibili a Ferrara”.
Tagliando corto, il nuovo stadio non si farà. “Non ho nessuna intenzione di fare questa scelta perché in questo momento non c’è nessuno che si sta ponendo questo obiettivo – conclude Tagliani -. Sono disposto a ragionare in questo senso quando ci saranno i presupposti economici di reggere questa operazione speculativa di carattere commerciale senza ammazzare il tessuto di questa città. Col bilancio del Comune di Ferrara non siamo in grado di sostenere un indebitamento di 50 milioni di euro. Secondo me non ci sono i presupposti, i tifosi non sono contenti, la società non ha alcuna intenzione di fare questa operazione. Sono contento di portare questa città in serie A però non farò sballare il bilancio o l’economia per seguire il calcio”.
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