Lun 20 Feb 2017 - 1711 visite
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Cane ucciso, gli animalisti: “Licenziamento subito”

Già trasferiti i due dipendenti del Consorzio Bonifica di Burana

di Alberto Canevazzi

Bondeno. Decine di voci che gridano all’unisono “vergogna!”. È il coro delle tante persone, alcune delle quali arrivate in compagnia del proprio cane, che hanno affollato via Vittorio Veneto a Bondeno per chiedere giustizia in seguito alla barbarie compiuta lo scorso 2 gennaio da due uomini colpevoli di aver ucciso a sangue freddo un cane.

A scendere in strada c’erano tutte le associazioni animaliste del territorio: Animaliamo, Enpa, Leal e persino un pugno di attiviste venute da Milano, le Iene Vegane. Tutti per protestare pacificamente con slogan, striscioni e cartelli. Silvia Premoli, una delle Iene Vegane, spiega l’obiettivo della manifestazione: “noi chiediamo che questi soggetti vengano immediatamente licenziati. Hanno sparato due volte, senza alcuna pietà, ad un cane come fosse semplicemente un oggetto, mentre invece gli animali sono esseri senzienti: in grado di provare emozioni e soprattutto dolore”.

Dopo un’ora di continue proteste, il Consorzio Bonifica di Burana ha accettato di parlare con una piccola delegazione di manifestanti. Alla domanda su quali provvedimenti intenda prendere il Consorzio per i due uomini, il presidente Francesco Vincenzi ha spiegato che “non appena siamo venuti a conoscenza di cosa era accaduto, circa venti giorni dopo quel 2 gennaio, abbiamo sporto denuncia ai carabinieri. Siamo ovviamente rimasti allibiti e sconcertati da questo atto efferato. Abbiamo immediatamente provveduto al trasferimento dei due uomini, ma per la sanzione definitiva dovranno passare altre 2-3 settimane. Naturalmente – chiosa il presidente – l’aspetto penale della faccenda non rientra nelle nostre competenze e sarà la magistratura a stabilire quale sarà la loro sanzione”.

Al termine del dibattito, gli animalisti si sono detti soddisfatti da quanto hanno appreso, e confidano che la Bonifica di Burana prenderà l’unica decisione che pare loro giusta: il licenziamento dei colpevoli.

A chiudere la manifestazione vengono ricordati gli inquietanti dettagli dell’uccisione dell’animale: il primo colpo di fucile andato a vuoto, la rincorsa di P.F. e D.G. al cane e infine il secondo sparo che ha centrato il bersaglio. Viene inoltre sottolineato che l’uomo che ha ucciso il cane, ne possiede altri e “chissà che – ipotizzano gli attivisti – non possa agire di nuovo, nel caso dovesse ancora ritenere i propri animali ‘non idonei’ alla caccia”.

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