Per studenti e pendolari conviene venire a Ferrara in auto o in corriera piuttosto che in treno. E’ il nuovo quadro sul trasporto pubblico ‘alterato’ dal limite di 70 km/h sulle due linee ferroviarie locali che collegano la città estense con Suzzara e Codigoro.
La decisione dell’Agenzia Nazionale della Sicurezza Ferroviaria, che ha limitato la velocità massima consentita sulle linee ad un solo binario non dotate di particolari sistemi di sicurezza, ha creato inevitabili disagi per gli utenti.
Treni lumaca e ritardi prolungati sono stati all’ordine del giorno fino al cambio degli orari avvenuto a metà dicembre che ha migliorato la situazione sulla Ferrara-Codigoro (dove si è raggiunta una puntualità del 91% entro 5 minuti e del 98% entro il quarto d’ora) ma non sulla Ferrara-Suzzara che soffre ancora molto perché la regolarità è scarsa nonostante il cambio d’orologio.
E’ il punto della situazione tracciato dal direttore generale Fer Stefano Masola e dal direttore Tper Paolo Paolillo nel corso della terza commissione consiliare. Alla seduta era presente anche Ami perché, a fronte del disservizio su rotaia, “una parte di studenti è migrata su gomma – fa sapere l’amministratore unico Giuseppe Ruzziconi – raggiungendo il limite massimo di capienza della linea 331 Porto Garibaldi-Ferrara”.
I tre bus presi d’assalto fermano a Ostellato e i genitori sono costretti a fare da taxi fino alla fermata. Per risolvere almeno una parte del problema, l’Agenzia per la mobilità sta ragionando con l’amministrazione di Fiscaglia per installare una nuova fermata a Migliarino. L’operazione dovrebbe andare in porto nei prossimi 15 giorni per ‘alleggerire’ il tassametro dei genitori.
Il ricorso alle auto è proprio il rischio paventato da Leonardo Fiorentini, consigliere SI e presidente di commissione, che ha convocato la seduta per trovare soluzioni che “non carichino la nostra città di ulteriore mobilità privata che occupa strade e parcheggi e aumenta l’inquinamento”. Ma la risoluzione è più difficile del previsto perché la velocità con la quale marciano i treni rimarrà così fino al 2020, finché non verranno fatti investimenti sul Sistema Controllo Marcia Treno (Scmt).
E così Ferrara e Codigoro, prima collegate in un’ora, distano un’ora e venti di viaggio. E il treno difficilmente tornerà alla velocità iniziale. “Nonostante il piano di attrezzaggio di tutte le linee previsto dal piano regionale da 25 milioni – spiega il dg di Fer – questa linea, non elettrificata, deve fare i conti con i numerosi passaggi a livello privati (uno ogni 400 metri) che non consentono di superare gli 80 chilometri orari. Il nostro obiettivo è cercare di sopprimere il maggior numero di passaggi a livello ma sarà difficile”.
Sulla questione intervengono Fausto Facchini (Pd) che chiede chiarimenti sul presunto passaggio delle ferrovie regionali alla Rete Ferroviaria Italiana, di cui però non ci sono certezze, e Francesco Rendine (Gol) che incoraggia a “correre per adeguare i treni, senza arrivare a svegliare gli studenti alle due di notte per andare a scuola”.
Grazie per aver letto questo articolo...
Da 20 anni Estense.com offre una informazione indipendente ai suoi lettori e non ha mai accettato fondi pubblici per non pesare nemmeno un centesimo sulle spalle della collettività. Il lavoro che svolgiamo ha un costo economico non indifferente e la pubblicità dei privati non sempre è sufficiente.
Per questo chiediamo a chi quotidianamente ci legge e, speriamo, ci apprezza di darci un piccolo contributo in base alle proprie possibilità. Anche un piccolo sostegno, moltiplicato per le decine di migliaia di ferraresi che ci leggono ogni giorno, può diventare fondamentale.
OPPURE se preferisci non usare PayPal ma un normale bonifico bancario (anche periodico) puoi intestarlo a:
Scoop Media Edit
IBAN: IT06D0538713004000000035119 (Banca BPER)
Causale: Donazione per Estense.com