Argenta, ai domiciliari l’infermiere indagato per omicidio in ospedale
Non è più in carcere, ma agli arresti domiciliari, il 44enne Matteo Nocera, l'infermiere indagato per la morte sospetta del paziente 83enne Antonio Rivola
Non è più in carcere, ma agli arresti domiciliari, il 44enne Matteo Nocera, l'infermiere indagato per la morte sospetta del paziente 83enne Antonio Rivola
C'è anche il 56enne ferrarese Alberto Cervellati tra i dieci dei dodici indagati iniziali per cui la Procura di Ravenna ha formulato richiesta di rinvio a giudizio nell'ambito dell'inchiesta aperta dopo l'ultima delle tre alluvioni
Dopo il deposito delle quasi 130 pagine di motivazioni con cui il gup Andrea Migliorelli ha spiegato il modo in cui è crollato - nella quasi totalità - l'impianto accusatorio nel processo Fiera bis, la difesa di Filippo Parisini, ex presidente dell'ente, prosciolto dalle accuse più gravi, commenta con soddisfazione quanto scritto dal giudice
Oltre 120 pagine di sentenza per spiegare il modo in cui è crollato - nella quasi totalità - l'impianto accusatorio nel processo Fiera bis, che vedeva tra gli imputati l'ex sindaco Tiziano Tagliani e l'ex assessore Aldo Modonesi
Hanno tentato un furto al supermercato Aldi di Rovigo, ma l’allarme li ha costretti a una fuga precipitosa che si è conclusa con l’arresto nei lidi comacchiesi. Protagonista una banda composta da cinque persone originarie dell’Est Europa
Prosegue il processo a carico di due infermiere dell’ospedale Sant’Anna di Cona, accusate di omicidio colposo per la morte nel settembre 2013 di una signora, ricoverata per un’occlusione intestinale.
Secondo l’accusa il decesso sarebbe da ricondurre agli effetti di un’eccessiva somministrazione per via endovenosa della nutrizione parenterale, dovuta alla negligenza delle due infermiere. Tesi confermata dal consulente della procura, sentito nell’udienza di mercoledì mattina, che però – rilevano le difese delle due imputate, gli avvocati Irene Costantino e Giovanni Trombini – non ha partecipato all’esame autoptico, né ha visionato i vetrini. Per il consulente c’è stata un problema di inadeguato monitoraggio della signora, ma ancora una volta le difese hanno chiesto di specificare come si dovesse esplicitare in concreto, in un reparto affollato e con poco personale a disposizione, senza ricevere risposte considerate soddisfacenti. Da rilevare come il perito del giudice, nominato in fase di incidente probatorio, abbia invece dichiarato l’impossibilità di indicare con certezza la causa della morte, anche per la concomitanza di una sepsi, frutto di una successiva operazione chirurgica.
Sentiti anche alcuni infermieri che hanno affermato che successivamente all’evento hanno scoperto – tramite delle prove – dei malfunzionamenti nei diffusori delle sacche parenterali che potrebbero spiegare perché, nel caso specifico, si sia svuotata nel giro di poche ore anziché nelle 24 prescritte, causando – secondo l’accusa, sostenuta dal pm Barbara Cavallo – un’alterazione della glicemia della paziente, fino a provocarle una crisi respiratoria e il coma.
Nessuno ha invece confermato quanto afferma solo uno dei testimoni, ovvero che nell’immediatezza del fatto ci sia stata un’assunzione di responsabilità da parte di una delle due infermiere.
Il giudice Alessandra Testoni ha disposto un rinvio lungo per tenere la prossima udienza, nella quale verranno sentiti i consulenti delle difese: 31 ottobre. L’avvio della fase di discussione è invece programmato per il 22 novembre quando potrebbe anche arrivare la sentenza.
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