Gio 22 Dic 2016 - 513 visite
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I mostri che tagliano le teste

La paura è un’emozione che ci difende da un pericolo perché ci suggerisce che dobbiamo prepararci ad affrontarlo. E’ un’esperienza quindi che va vissuta ed addirittura usata. G. K. Chesterton scriveva che “le fiabe non insegnano ai bambini che i draghi esistono, loro lo sanno già che esistono. Le fiabe insegnano ai bambini che i draghi possono essere sconfitti”.

Per cui “sveglia, Occidente, sveglia! Ci hanno dichiarato la guerra, siamo in guerra!” (O. Fallaci). Forse non ce ne rendiamo conto, perché a suo modo è una guerra incredibile, dove ognuno di noi, musulmani compresi, è in qualsiasi momento frangibile da un jihadista omicida/suicida o da un lupo solitario ispirato da al Quaeda o, nella versione contemporanea, dall’ISIS. Sono persone pericolose e dobbiamo quindi averne paura perché le loro ideologie politiche, sociali o religiose quando si alleano ai loro problemi personali, li fanno reagire versando sangue, in una guerra senza fine e senza limiti, facendoci sprofondare in una crescente incertezza, esasperata a livello mediatico, dall’efferatezza delle loro uccisioni.

Non dimentichiamo infatti che le loro immagini, i loro spettacoli di morte sono più importanti di qualsiasi parola, sia per noi che per loro! Per noi perché sono atrocità impensabili e per loro perché sono un contrappasso logico.

Queste nostreLe paure vanno pertanto rispettate, vanno attraversate per poter essere superate, altrimenti si passa al terrore: imprevedibile e traditore. Ed il terrore del terrore sono diventati proprio loro, i mostri che tagliano le teste e che animano da ormai troppo tempo i nostri peggiori incubi europei. Eh già perché il terrorismo scommette sempre su questa angoscia senza nome che ha il potere di fare in modo che il “noi”, fatto da tanti “io” si dividano, si perdano ed infine si pieghino.

Con quel “noi” abbiamo conquistato la libertà, ma al giorno d’oggi vale ben poco senza la sicurezza. Le schegge di terrore dei radicali islamici partono dai luoghi dei loro attentati e riescono ad arrivare in ogni città del mondo. Mai come oggi quindi la libertà ha bisogno di sentirsi sicura perché il terrore ha il potere di soffocare il senso dell’avventura e se questo è quello che sta succedendo non è il migliore dei mondi possibili!

E’ un mondo che esibisce tante delle sue manchevolezze ed invita a pensieri e a sentimenti claustrofobici. Ma non dimentichiamolo, nella malattia c’è sempre la cura: dobbiamo solo rallentare la nostra vita quotidiana, andare nel mondo con più prudenza, aumentare i controlli ovunque e a chiunque, è l’unica arma che abbiamo se vogliamo che questi uomini carichi di odio e di esplosivi siano domani solo un ricordo blasfemo di un lungimirante compromesso fra culture diverse.

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