
Il pulmino del Sert in piazza per una campagna di prevenzione contro l’alcol
“E’ un fatto occasionale ma molto pericoloso”. Il caso della 13enne ricoverata in ospedale per aver consumato 18 shottini di vodka ha fatto suonare il campanello di allarme anche del Sert, il Servizi per le Tossicodipendenze con sede in via Mortara 14.
“Non ci sono dati rispetto all’incidenza di questo fenomeno tra i ragazzini ma basta un solo caso per allarmarci perché è una situazione occasionale ma molto pericolosa – spiega la dirigente del Sert Luisa Garofani -. A preoccuparci non sono i numeri ma la gravità dell’episodio che incide su ragazzini, esposti a danni fisici e psicologici di cui non si rendono neanche conto”.
Si sono registrati al Sert casi di uso o abuso di alcol tra minorenni? “Il nostro servizio di cura si occupa anche di minori ma mai di ragazzini così piccoli – replica Garofani -. I più giovani hanno 16 anni, una fascia diversa di consumatori che vengono al Sert non tanto per un problema con l’alcol quanto con le sostanze stupefacenti, principalmente cannabis e miscugli dal potenziale tossico notevole”.
Dalla denuncia della madre della 13enne, che ha portato alla chiusura del Lobo Loco per aver servito alcolici a minori, sono scaturiti diversi giudizi più o meno consoni alla vicenda. L’amministrazione comunale ha confermato la linea espressa dal questore Antonio Sbordone per “dare battaglia al consumo di alcol da parte di bambini” mentre i genitori si sono detti esterrefatti per quello che fanno i propri figli quando escono la sera.
“I genitori non devono farsi sorprendere, ormai è un fatto noto – commenta Garofani -. Spetta agli adulti far rispettare la legge ma, oltre a maggiori controlli nei confronti dei gestori dei locali, bisogna intervenire sulle famiglie e sulla scuola per una campagna di prevenzione”.
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