Quando Vasco fa la differenza
Roberto Vecchi, autore, regista e produttore televisivo, orgogliosamente ferrarese di San Bartolomeo in Bosco, racconta come l’amicizia con Vasco gli ha cambiato la vita
Roberto Vecchi, autore, regista e produttore televisivo, orgogliosamente ferrarese di San Bartolomeo in Bosco, racconta come l’amicizia con Vasco gli ha cambiato la vita
Proseguono le indagini della Squadra Mobile sulla tragica fine di Samanta Zironi, la 50enne ferrarese trovata morta all'interno della propria abitazione in via Stefano Gatti Casazza, al Barco. In carcere, fermato poiché gravemente indiziato per il femminicidio della moglie, c'è attualmente il 52enne Vladimiro Lombardi
Il femminicidio di Samanta Zironi continua a scuotere la comunità ferrarese e ad alimentare riflessioni sul tema della violenza di genere. A intervenire sono i circoli ferraresi di Alleanza Verdi Sinistra e Possibile
È stato ritrovato in acqua, senza vita, il corpo di un turista polacco di 62 anni che, nel tardo pomeriggio di domenica 31 maggio, era entrato in mare per una nuotata senza più fare ritorno
Dopo il delitto di Barco, il collettivo Ferrara Transfem punta il dito contro il sistema patriarcale, il mancato sostegno alle fragilità sociali e chiede più prevenzione, educazione e tutela pubblica
“Sbarrare la strada con blocchi stradali contro persone deboli e indifese, donne e bambini in fuga da guerre e miseria, è un atto inquietante ed inaccettabile. Ma non dobbiamo fermarci alla denuncia, dobbiamo capire perché ciò sta accadendo: queste cose non accadono per caso”. E’ la reazione e il commento a caldo di Cécile Kyenge, eurodeputato ed ex ministro dell’integrazione del Governo Letta, alla notizia delle barricate anti migranti dei cittadini di Gorino.
“L’Italia – ha continuato Kyenge – non è questa, questa manifestazione di paura non è espressione del sentimento comune degli italiani che rimane solidale. Questa grave manifestazione di chiusura e paura verso donne e bambini che non possono rappresentare un minaccia è figlia della propaganda d’odio, dell’azione di veri e propri incendiari all’opera per lucrare ogni giorno elettoralmente sulle preoccupazioni delle persone. Le impronte digitali di questi incendiari all’opera non sono difficili da trovare fra chi è corso a stabilire un isterico parallelo fra questa manifestazione e gli anni della Resistenza. L’accoglienza diffusa dei rifugiati per piccoli gruppi, come si proponeva a Goro, funziona e non crea tensioni, se non ci si mettono di mezzo gli incendiari. Ne sono la riprova le tante comunità locali in tutta Italia dove questa accoglienza diffusa sta cominciando a funzionare da tempo”.
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