Il Tgr censura la morte di Fakir
"Nell’edizione serale della Tgr Emilia-Romagna il servizio dedicato ad Abderrahim Fakir non è stato trasmesso per decisione del direttore della testata"
"Nell’edizione serale della Tgr Emilia-Romagna il servizio dedicato ad Abderrahim Fakir non è stato trasmesso per decisione del direttore della testata"
Un minuto di silenzio per commemorare Abderrahim Fakir, il 43enne di nazionalità marocchina che domenica (19 luglio) pomeriggio, al quartiere pilastro di Bologna, è morto durante un controllo da parte degli agenti della polizia di Stato. A proporlo, durante l'ultima seduta del Consiglio comunale, a nome di tutti i gruppi di minoranza, è stata la consigliera Anna Chiappini del Pd
Le famiglie coinvolte dallo sgombero del Grattacielo navigano ancora nell’incertezza. Comprese quelle con “fragilità”. La vicenda torna, allora, all’ordine del giorno in consiglio comunale
Anche la maggioranza adesso ammette le “criticità oggettive” che stanno affrontando gli oltre 100 commercianti del mercato del lunedì, da quando il Comune stesso, a maggio, ne ha imposto il trasloco da piazza Travaglio alla zona dell’Acquedotto
Upi Emilia-Romagna e Anci Emilia-Romagna chiedono al Govenro e alla Regione di sostenere i territori colpiti dal violento nubifragio che il 15 luglio si è abbattuto sull'Emilia Romanga
“Sbarrare la strada con blocchi stradali contro persone deboli e indifese, donne e bambini in fuga da guerre e miseria, è un atto inquietante ed inaccettabile. Ma non dobbiamo fermarci alla denuncia, dobbiamo capire perché ciò sta accadendo: queste cose non accadono per caso”. E’ la reazione e il commento a caldo di Cécile Kyenge, eurodeputato ed ex ministro dell’integrazione del Governo Letta, alla notizia delle barricate anti migranti dei cittadini di Gorino.
“L’Italia – ha continuato Kyenge – non è questa, questa manifestazione di paura non è espressione del sentimento comune degli italiani che rimane solidale. Questa grave manifestazione di chiusura e paura verso donne e bambini che non possono rappresentare un minaccia è figlia della propaganda d’odio, dell’azione di veri e propri incendiari all’opera per lucrare ogni giorno elettoralmente sulle preoccupazioni delle persone. Le impronte digitali di questi incendiari all’opera non sono difficili da trovare fra chi è corso a stabilire un isterico parallelo fra questa manifestazione e gli anni della Resistenza. L’accoglienza diffusa dei rifugiati per piccoli gruppi, come si proponeva a Goro, funziona e non crea tensioni, se non ci si mettono di mezzo gli incendiari. Ne sono la riprova le tante comunità locali in tutta Italia dove questa accoglienza diffusa sta cominciando a funzionare da tempo”.
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