Lun 24 Ott 2016 - 11874 visite
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Paese in rivolta, barricate contro l’arrivo dei migranti

Protesta a Gorino per l'accoglienza di 20 profughi. I titolari dell'ostello: "Ci hanno requisito i locali senza preavviso"

gorino 1di Giuseppe Malatesta

Gorino. La prefettura ‘impone’ l’arrivo di venti profughi e nel paese scoppia la rivolta. Centinaia di abitanti di Goro e Gorino scendono in piazza per protestare contro la decisione d’imperio cui si è visto costretto l’ufficio territoriale del governo.

Una mobilitazione numerosa che ha richiesto l’intervento delle forze dell’ordine. Le strade di accesso a Gorino sono bloccate da vere e proprie barricate fisiche: un muro di persone che blocca l’accesso anche con l’ausilio di pedane di legno. La situazione è tenuta sotto controllo da una quindicina di carabinieri e dal personale della Digos.

L’ingresso in paese è consentito solo ai residenti e al pulmino che sta trasportando i richiedenti asilo nella struttura ricettiva Ostello Bar “Amore-Natura”, ai cui titolari la prefettura ha notificato nel primo pomeriggio la requisizione parziale del piano superiore dell’edificio e delle camere (5 per un totale di 30 posti letto) che già in serata accoglieranno 12 donne e 8 bambini.

Sul posto è presente anche una delegazione della giunta comunale e si vocifera che il sindaco sia già in ostello ad aspettare l’arrivo dei migranti. Un arrivo che, vista la cordata, si preannuncia davvero difficoltoso. Non solo i gestori, ma anche parte dei seicento abitanti del piccolo centro, non nascondono lo sconcerto per il praticamente nullo preavviso, sicuramente scaturito dal carattere urgente dell’operazione.

gorino 3La stessa prefettura spiega infatti in una nota stampa diramata nel tardo pomeriggio che “il provvedimento ha carattere eccezionale e straordinario, per fronteggiare la necessità di accoglienza di un gruppo di migranti assegnato alla provincia di Ferrara, tenuto conto della intervenuta saturazione delle strutture di accoglienza già funzionanti e dalla mancanza di ulteriori disponibilità sul mercato”.

Nel caso specifico dell’ostello di Gorino, il provvedimento trova applicazione in quanto l’edificio, un ex scuola materna, è tuttora di proprietà della Provincia e in locazione da quattro anni.

“Ci hanno contattato nelle settimane scorse per chiederci se eravamo interessati a mettere a disposizione gli spazi – ci racconta Paolo Fabbrini, socio titolare dell’attività – ma abbiamo espressamente rifiutato. Alle 14 ci hanno notificato il sequestro dei locali e annunciato che entro 40 giorni sarebbero stati occupati”.

gorino 2Ma, come riferisce Fabbrini, “già si intuiva l’urgenza della questione, infatti poco dopo siamo stati informati che i venti ospiti erano già in viaggio da Ferrara per arrivare a Gorino”. La notizia ha attivato un rapido tam tam tra i residenti, sconcertati e allarmati, mentre (sempre a detta del titolare) “sindaco e carabinieri locali non erano più informati di noi”.

“Qui non si tratta di razzismo – ci tiene a specificare Fabbrini –, donne e bambini sono ben accetti, ma che accoglienza è imporre la loro presenza con un preavviso di poche ore, senza che nemmeno le camere siano pronte? Siamo qui con regolare contratto, avevamo prenotazioni di turisti che dovremo disdire all’ultimo, non è concepibile né giusto. La stessa popolazione è in subbuglio, non siamo cattivi ma un po’ incazzati sì, bastava preannunciarlo e tutto sarebbe stato affrontato con più calma”.

Nel frattempo, il prefetto Michele Tortora coglie l’occasione per rivolgere, tramite la nota, un “appello ad amministrazioni pubbliche, associazioni di volontariato e strutture ecclesiastiche affinché offrano ogni collaborazione per rivenire soluzioni ricettive e dare risposta alle ulteriori esigenze di accoglienza che con ogni verosimiglianza si proporranno a breve”.

Sulla vicenda interviene anche il senatore Alberto Balboni di Fratelli d’Italia: “Sacrosanta la rivolta degli abitanti, scesi in strada per opporsi all’arrivo di extracomunitari che saranno alloggiati nell’unica struttura alberghiera del piccolo abitato, posto proprio al centro del Parco del Delta. In questo modo si azzera ogni potenzialità turistica di una delle zone più suggestive dal punto di vista ambientale e naturalistico dell’intera regione – dichiara Balboni. Un danno enorme che evidentemente non è stato valutato dalle autorità che hanno preso questa incredibile decisione d’imperio e contro la volontà della popolazione”.

Il senatore, oltre ad esprimere la sua “piena solidarietà alla popolazione di Gorino “, si mette a disposizione “non solo come politico ma anche come avvocato, ovviamente a titolo gratuito, per contrastare questa immeritata penalizzazione di un intero territorio e per sostenere la sacrosanta rivolta dei suoi abitanti”.

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