Attualità
13 Ottobre 2016
Il 18enne tanzaniano racconta la sua incredibile storia agli studenti ferraresi

Zawadi vince la tetraplegia e scrive un libro coi piedi

di Elisa Fornasini | 3 min

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tzEssere affetti da una grave forma di tetraplegia rende la vita difficile. Quasi impossibile, se abiti in un villaggio sperduto nel cuore della Tanzania. A meno che le persone non ti vengano incontro e ti offrano degli strumenti per studiare, comunicare, condurre una vita soddisfacente.

E’ quello che è successo a Zawadi Misgala, un ragazzo tanzaniano di 18 anni affetto da tetraparesi spastica, a Ferrara per presentare agli studenti la sua autobiografia “Io sono Zawadi”.

Un libro scritto con i piedi. Perché il piede destro è l’unica parte del corpo che riesce a controllare. E, grazie al supporto dell’associazione Nyumba Ali fondata dai ferraresi Bruna Fergnani e Lucio Lunghi, quel piede gli ha permesso di raccontare la sua incredibile storia.

Sono passati sei anni da quando Francesco Ganzaroli, educatore del Comune di Ferrara, ha portato un computer speciale nel centro diurno della Nyumba Ali ad Iringa.

OLYMPUS DIGITAL CAMERAIn questa ‘casa con le ali’, la traduzione in lingua swahili, Zawadi ha imparato a leggere, scrivere e studiare, superando con ottimi voti gli esami della scuola pubblica. Quella stessa scuola che all’inizio non lo aveva accettato a causa della sua disabilità.

“Non sono un ragazzo come tutti gli altri, le mani non mi danno retta, delle mie gambe solo il piede destro mi è veramente fedele, parlare mi è difficoltoso – racconta il ragazzo -. Non posso camminare ma io a terra volo e guardo sempre il cielo. A volte la mia disabilità mi ha impedito di credere nel futuro ma ho intuito che l’istruzione è la via migliore per non rinunciare al mio sogno”.

Era il gennaio del 2008 quando Misgala ha intrapreso quello che chiama il “cammino della speranza” verso la scuola. L’istituto distava dal suo villaggio dieci chilometri di terra rossa. Un tragitto che ha compiuto sulle spalle di sua madre, prima di scoprire di essere stato inserito in una classe di bambini con disabilità intellettiva e non fisica. Il suo cammino di conoscenza inizia ufficialmente quando entra nel centro di riabilitazione dell’associazione Nyumba Ali. “Appena varcai i cancelli e incontrai mamma Bruna (Fergnani, ndr), la speranza che era andata perduta si risvegliò” racconta Zawadi.

OLYMPUS DIGITAL CAMERALa storia della sua vita è raccontata nel libro che ha scritto grazie ad un computer e ad un mouse gigante da utilizzare con il piede. Una testimonianza straordinaria che sta girando per tutta Italia e che oggi ha toccato anche Ferrara. L’incontro con gli studenti di diverse scuole elementari e medie, con i quali il giovane ha interagito grazie all’aiuto di mamma Rose e del mediatore culturale Adam, si è tenuto questa mattina alla Sala Estense.

Il tour nel nostro Paese lo entusiasma. “Mi piacciono gli italiani per due motivi – afferma Zawadi -: ho visto che hanno cura dell’ambiente e che vogliono bene ai disabili. Questo ambiente è favorevole per le persone come me”.

“Hai avuto una vita difficile?” domanda una bambina durante il dibattito finale, in chiusura di un incontro interessante e vivacizzato da letture di brani del libro, canzoni, lezioni di swahili e altre sorprese pensate per i piccoli spettatori. “Sì la mia vita è stata molto difficile prima di incontrare la Nyumba Ali – risponde il 18enne tanzaniano -. Ora posso dire che la mia è una bella vita”.

Zawadi è ospite della Città del Ragazzo e nei prossimi giorni incontrerà anche gli studenti del liceo scientifico Roiti e, il 15 ottobre alle 17 in via Montebello 8, i cittadini interessati a conoscerlo e a comprare il libro con la firma speciale fatta “col piede”.

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