Mar 11 Ott 2016 - 263 visite
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I 500 anni del Furioso celebrati anche a New York

Simposio accademico di cinque giorni con proiezione dei filmati di Antonio Sturla realizzati tra il '28 e il '33

ludovico ariostoAnche a New York verrano celebrati i cinquecento anni dalla prima pubblicazione de L’Orlando fuorioso ad opera di Ludovico Ariosto.

Tra le mostre, le giornate di studio e le conferenze che si tengono in questi mesi in tutto il mondo spicca infatti per prestigio internazionale un convegno organizzato dalla New York University e dalla City University of New York nel cuore di ottobre, tra lunedì 17 e venerdì 21. Il simposio, intitolato “Ariosto after 500 years”, includerà mostre bibliografiche e iconografiche, e conterà tre sezioni di interventi accademici.

Tra il 20 e il 21 ottobre, presso il Graduate Center di Cuny e la Casa Italiana Zerilli-Marimò di Nyu, alcuni tra i maggiori studiosi di rinascimento italiano discuteranno l’eredità di Ariosto nelle arti, nella musica, e nella letteratura successiva.

Tra gli speakers sarà presente anche Lina Bolzoni, professoressa della Scuola Normale Superiore di Pisa, che presiede il comitato internazionale del centenario ariostesco e ha recentemente pubblicato per l’istituto dell’enciclopedia italiana un corposo volume di studi sulle multiformi immagini generate dal Furioso nel corso della sua straordinaria fortuna europea.

Il 19 ottobre invece, presso l’istituto italiano di cultura di New York, i maggiori traduttori di Ariosto in inglese si incontreranno per discutere la lingua del poema e le sfide della sua trasposizione.

Il 17 ottobre infine, sempre al Graduate Center di Cunt, un ampio consesso di ricercatori presenterà le più recenti rivisitazioni e rinascite del poema ariostesco, intervenendo sul destino dell’opera nel ventesimo e ventunesimo secolo. In questa sezione iniziale, intitolata “Ariosto in Modern and Contemporary Perspective”, Alessandro Giammei della Princeton University proietterà alcuni preziosi film prodotti a Ferrara durante un altro fastosissimo anniversario Ariostesco, quello del 1933: un clamoroso dispiego di forze economiche e intellettuali che ha prodotto, tra l’altro, una seminale mostra della pittura ferrarese del rinascimento. I cortometraggi, di finissima qualità fotografica e assoluta rilevanza storica, sono opera di Antonio Sturla, pioniere del cinema italiano e testimone del revival rinascimentale voluto dall’amministrazione balbiana della città tra 1926 e 1938.

Grazie alla spassionata collaborazione degli eredi del cineasta ferrarese, che hanno messo a disposizione le introvabili pellicole, sarà possibile mostrare alla comunità accademica come si festeggiava il mito di Ariosto quasi un secolo fa, e come il profilo culturale e architettonico della città metafisica sia rimasto fedele alle sue radici rinascimentali. I documentari di Sturla, sempre per concessione dei figli Piero, Paolo e Francesco, resteranno disponibili agli studiosi americani presso la biblioteca Firestone della Princeton University, che ne ha finanziato la digitalizzazione e il trasporto transoceanico.

I filmati concessi dalla famiglia Sturla-Avogadri sono  “Ferrara epica e cortese” (1928) e “Este viva” (1933) realizzati e altri tre documentari: “Storia dell’Università di Ferrara”, “Ferrara prima città moderna” e “Vacanze a Ferrara”, realizzati da Paolo Sturla-Avogadri con il regista Fabio Medini nei primi anni ’60, quale inquadramento culturale-architettonico-urbanistico di Ferrara.

Ferrara, la capitale mondiale dei romanzi di cavalleria, comparirà in gran parte degli interventi della celebrazione newyorkese, essendo indissolubilmente legata al nome di Ariosto—che ironicamente scrisse: “Chi vuole andare a torno, a torno vada: / vegga Inghelterra, Ongheria, Francia e Spagna; / a me piace abitar la mia contrada”.

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