Ven 7 Ott 2016 - 53 visite
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Due eventi a Ferrara per l’Obesity Day

Visite gratuite alla Salus e workshop alla Residenza S. Chiara

CB108066Il Centro per i Disturbi del Comportamento Alimentare e del Peso “L’Albero”, dell’Ospedale Privato Accreditato Salus di Ferrara, insieme all’Associazione Italiana Donne Medico (Aidm) e alla Società Italiana per lo Studio dei Disturbi del Comportamento Alimentare (Sidca) sezione Emilia Romagna aderiscono, il 10 ottobre, all’”Obesity Day”, giornata internazionale di sensibilizzazione nei confronti dell’obesità, organizzando due importanti eventi durante l’intera giornata.

Il primo evento riguarda la presenza presso la Casa di Cura Salus di professionisti dell’equipe multidisciplinare del Centro l’Albero (Emilia Manzato, Alfredo Potena ed Eleonora Roncarati) che durante la mattinata fino alle 13 si renderanno disponibili a effettuare visite gratuite e consulenza per persone con problematiche di sovrappeso e obesità. Le visite richiedono una prenotazione telefonando al numero dell’accettazione 0532 -207472 .

Il secondo evento è un workshop pomeridiano, dalle 15 alle 19, organizzato a Ferrara presso il Centro Convegni della Residenza S. Chiara (corso della Giovecca, 181) su “Focus multidisciplinare sui problemi del sovrappeso e dell’obesità”, in un’ottica di differenze di genere. Dopo il saluto del presidente di Aidm e del rappresentante dell’Università degli Studi di Ferrara, le quattro sezioni previste saranno introdotte da una relazione di esperti e dalla esposizione di una ricerca fatta sul territorio da una giovane laureata. I destinatari sono tutti i terapeuti interessati all’area dei disturbi del peso e dell’alimentazione e in particolare i giovani che si avvicinano per la prima volta alle problematiche del peso e del comportamento alimentare.

Anche la partecipazione al convegno è gratuita, con iscrizione obbligatoria, effettuabile online, al sito ospedaleprivatosalus.it/convegno-dca. Informazioni al n. 0532 207472.

L’obesità presenta caratteri di una vera e propria epidemia mondiale, tanto da preoccupare non solo il mondo medico scientifico, ma anche i responsabili della salute pubblica. Sembrerebbe che i costi diretti legati all’Obesità in Italia siano pari a 22,8miliardi di euro ogni anno e che il 64% di tale cifra venga speso per l’ospedalizzazione. L’obesità viene ormai considerata una malattia cronica complessa da affrontare secondo il modello multidisciplinare come indicano le linee guida sul trattamento dell’obesità.

Sulla base dei dati Passi (Progressi delle Aziende Sanitarie per la Salute in Italia) relativi al periodo 2011-14, si stima che in Emilia-Romagna l’eccesso ponderale coinvolga una quota rilevante (42%) di adulti 18-69enni: in particolare il 31% è in sovrappeso e 11% è obeso. La stima rilevata corrisponde in Regione a circa 930mila persone adulte in sovrappeso e 340mila obese.

In Italia alcuni autori riportano una prevalenza di sovrappeso dal 13,7% al 23,6%, fra bambini ed adolescenti di età compresa tra i 6 e i 17 anni, mentre varia dal 3,7% al 12,3% la quota degli obesi.

Anche il sovrappeso, pur essendo una condizione molto instabile, è spesso sottovalutata, nonostante sia il passaggio obbligato verso l’obesità (è condizione che precede l’obesità). Il sovrappeso infatti è aumentato parallelamente e in misura importante, tanto che ai giorni nostri la percentuale di persone in sovrappeso e obese ha superato la percentuale delle persone in normopeso.

A Ferrara  è stata fatta recentemente una ricerca  su popolazione in sovrappeso in collaborazione con alcuni ambulatori di Mmg (pubblicata nella rivista “Eating and weight disorders” “Risk factors for weight gain: a longitudinal study in non-weight3 loss treatment-seeking overweight adults” Manzato et al., 1915 ) a distanza di un anno solo il 16% dei soggetti intervistati aveva mantenuto il peso stabile mentre il 43% era aumentato e nel 14 % l’aumento aveva portato ad obesità.

L’obesità dunque va considerata e trattata come malattia multifattoriale che necessita di una presa in carico da parte di un team multidisciplinare adeguatamente formato su tutte le problematiche ( nutrizionali, internistiche , psicologiche) correlate.

Ma obesità soprattutto come patologia che potrebbe essere adeguatamente prevenuta attraverso un lavoro di informazione da parte delle diverse figure del mondo sanitario, medici e dietisti, e da figure di riferimento della società civile (educatori, amministratori, personale del mondo sportivo).

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