Gio 1 Set 2016 - 461 visite
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Arriva la prima edizione della “persicata perduta”

L'evento vuol far riscoprire il gusto del dolce ideato dalle suore benedettine ferraresi nel rinascimento

persicata

Da sinistra Adelaide Vicentini, Pasquale Travagli e Riccardo Casotti

di Dennis Fazzi

E’ tutto pronto per la riscoperta della persicata, il dolce tipico ferrarese composto da pesche settembrine caramellate servito su spiedini che venne creato nel rinascimento dalle suore benedettine del monastero di Sant’ Antonio in Polesine, e che veniva offerto ai pellegrini e agli ammalati in quanto era un dolce estremamente corroborante, in grado di alleviare le sofferenze. La giornata giusta per riassaporare questo antico e perduto dolce è sabato 3 settembre, quando si terrà la prima edizione de “La persicata perduta”, un evento ideato da Adelaide Vicentini con la collaborazione di Coldiretti, Campagna Amica, Art guide studio e “l’osteria degli ulivi”.

“Chiedendo in giro a molte persone se conoscevano la persicata la risposta era quasi sempre la stessa: no. – racconta Adelaide Vicentini alla conferenza di presentazione della giornata – Anche per questo abbiamo pensato di organizzare una piccola manifestazione di promozione di questa specialità ferrarese di cui si sono perse le traccie nel corso degli anni. Questo primo appuntamento vuole essere un’anteprima di conoscenza al pubblico della persicata, per poi sviluppare un’edizione più articolata nel 2017”.

“Il dolce di pesche settembrine nasce appunto dall’invenzione delle suore benedettine estensi che lo utilizzavano come prodotto medicinale e venne utilizzato fino alla prima guerra mondiale, – continua l’ideatrice – quando se ne persero le tracce. La nostra idea è di recuperare questa eccellenza ferrarese e in futuro riuscire a farla distribuire nei panifici e nelle pasticcerie nei periodi della manifestazione, per creare uno stretto legame tra il prodotto e il territorio”.

“Abbiamo pensato di dividere la giornata in vari momenti, – conclude Adelaide Vicentini – alle 9 la Coldiretti aprirà lo stand tra via Porta Reno e angolo via Ragno, alle 10 ci sarà la degustazione della persicata e alle 13 si potrà assaggiare gratuitamente il risotto alle pesche settembrine. Nel pomeriggio, alle 15:30, sarà possibile effettuare la visita guidata del monastero di San Antonio in Polesine in via Gambone, il luogo dove nacque il dolce perduto. Alle 18:30 inizierà l’aperitivo alle pesche mentre alle 20:30 si servirà la cena della persicata all’ “Osteria degli ulivi”, cena composta da quattro portate al costo di 30 euro”.

“Devo dire che neppure io conoscevo l’esistenza di questo dolce – ammette Riccardo Casotti, vice direttore di Coldiretti Ferrara, – anche perchè oramai le pesche prodotte a Ferrara sono molto poche, e quindi penso che possa essere un’ottima iniziativa di valorizzazione dei prodotti delle nostre terre. Come Coldiretti porteremo nei nostri stand altre produzioni dei nostri territori, in continuità con l’idea di promuovere i prodotti a km 0, dal produttore al consumatore, sani e genuini. Da questa giornata si potrebbe poi iniziare a collaborare con le imprese di Ferrara per la produzione di questo dolce tipico, nell’ottica di poter dare visibilità a eccellenze nostrane di qualità che altrimenti verrebbero dimenticate. Infine nei nostri stand sarà attiva una raccolta fondi in favore dei terremotati del sisma del centro Italia”.

Laura Garani di Art Guide Studio spiega come si svolgerà la visita al monastero. “All’interno è custodito un piccolo tesoro, fatto da bellissimi affreschi di scuola giottesca, che andrebbero meglio valorizzati perchè faccio la guida turistica da 30 anni e non sono mai stati fatti restauri, è un vero peccato anche nei confronti dei turisti stranieri che non possono apprezzare al 100% le nostre bellezze. Siccome la visita finirà prima dell’aperitivo porteremo i visitatori in centro alla scoperta delle altre bellezze che la città offre e ci sarà l’opportunità di scambiare idee, di instaurare nuovi rapporti”.

E per chi volesse rimanere a cena potrà ammirare come ci si adornava nel rinascimento, come illustra Pasquale Travagli, gestore dell'”Osteria degli ulivi”. “I nostri camerieri indosseranno gli abiti tipici dell’epoca e immergeranno così i clienti nell’atmosfera dell’epoca, mentre gusteranno una cena a base completa di pesche, dal dolce al salato, il tutto abbinato a vini adatti all’occasione. Siamo riusciti a recuperare la ricetta originale del dolce, e speriamo di servire un ottimo dessert. Le altre portate prevedono l’antipasto di sfoglia con crema di pesche e gamberi, un primo composto da risotto con mazzancolle, zafferano e pesche e un secondo consistente in filetto di San Pietro con spinaccino croccante e pesche caramellate”.

Non resta che presentarsi sabato 3 settembre con voglia di scoprire gusti nuovi e pancia vuota.

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